Sulla linea della tramvia 3.2.2 per Rovezzano, nel consiglio Consiglio Comunale di Firenze di ieri pomeriggio, l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha risposto così ad una question time di Massimo Sabatini (lista Schmidt): “Fermare oggi i lavori vorrebbe dire perdere 300 milioni di euro di finanziamento e pagare un danno di 30 milioni alle ditte. Noi siamo molto attenti alla partecipazione, al coinvolgimento ma ci sono state anche le elezioni e noi andremo a realizzare ciò che abbiamo promesso. Noi le cose le vogliamo fare. Andremo avanti con i lavori: siamo la maggioranza e il partito del fare, non ci fermiamo davanti a chi dice soltanto no”. L’opposizione di Centrodestra chiedeva infatti un referendum per passare la decisione al popolo, relativamente alla realizzazione della tramvia 3.2.2., che partiranno nei prossimi mesi. Giorgio ha ricordato l’iter brucpratico per l’approvazione “del Piano operativo” dove ci sono state “800 osservazioni” mentre Sabatini ha chiesto di lanciare una consultazione dei cittadini prima dell’avvio dei lavori: “Lei dice di perdere 300 milioni, io dico che perdiamo 428 alberi e più vita”, ha sottolineato Sabatini. Durante il question time alcuni cittadini, tra il pubblico, hanno mostrato alcuni cartelli con scritto ‘Democrazia tradita’, contestando la mancata approvazione di un referendum popolare.
Michele Pierguidi (Presidente Quartiere 2): “Gli alberi lungo la linea della tramvia da piazza della Libertà a Rovezzano verranno sostituiti. Una infrastruttura molto attesa dai cittadini”
“Il percorso scelto per il tracciato della linea della tramvia 3.2.2 (piazza della Libertà – Rovezzano) è quello che salvaguardia più alberi possibili. Nel Quartiere – spiega il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi – verranno tolti gli alberi solo in corrispondenza delle fermate della tramvia e nella curva che da viale don Minzoni porterà la tramvia in viale dei Mille. Una scelta questa decisa direttamente dal ministero dei trasporti che ha imposto il doppio binario anche nel sottopasso delle Cure.
Verranno tolti anche i pini in viale Duse ed in viale Verga e verranno sostituiti da alberi più alti di quelli piantati fino ad ora. Il consigliere Sabatini può stare tranquillo – continua il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi – alla fine il territorio del Quartiere 2 avrà più alberi, e molto più verde, rispetto a prima ed avrà una linea tramviaria che è molto attesa da gran parte dei cittadini. La sua polemica è solo pretestuosa. Mi sorprende – conclude Pierguidi – che una forza politica che ha perso le elezioni, e che nel Quartiere 2 è stata surclassata in fatto di voti, possa chiedere adesso un referendum su una infrastruttura che era stata presentata ed accettata dalla maggioranza dei cittadini del Quartiere 2”.
Tramvia e comitati, FDI, FI, Lega e Gruppo Misto-Noi Moderati: “Su Campo di Marte serve unità e condivisione all’interno del centrodestra”
“Uniti si è più forti e più incisivi. Le battaglie importanti si conducono insieme, mentre le iniziative individuali, soprattutto quando non sono condivise e coordinate, rischiano di indebolire anziché rafforzare un’azione politica comune.
È con questo spirito che, come forze del centrodestra, abbiamo affrontato in questi anni il tema della tramvia. Ce ne occupiamo da tempo, contrastando le scelte dell’amministrazione e lavorando anche alla proposta di progetti e soluzioni alternative. Lo stesso metodo riteniamo debba valere oggi per Campo di Marte.
Siamo vicini ai residenti, ai commercianti e a tutti coloro che saranno interessati dai futuri cantieri e ribadiamo la nostra contrarietà al progetto previsto per questa parte della città.
Proprio perché consideriamo questa una battaglia importante, crediamo che ogni nuova iniziativa debba nascere da un confronto tra le forze della coalizione. Le iniziative individuali sono certamente legittime, ma se ciascuno procede per conto proprio si rischia di frammentare una posizione che, espressa unitariamente, avrebbe ben altra forza. Non è una gara a chi arriva prima con una proposta o a chi riesce a intestarsi una battaglia: ciò che conta è essere realmente incisivi sulle scelte che riguarderanno Campo di Marte.
Siamo disponibili a confrontarci con i comitati, ad ascoltare i residenti, le attività economiche e tutti coloro che vogliono portare un contributo. L’ascolto del territorio è fondamentale, ma come eletti abbiamo anche il dovere di fare sintesi tra le diverse istanze, assumerci la responsabilità delle scelte e individuare insieme gli strumenti politici e istituzionali più efficaci.
Su Campo di Marte serve quindi una battaglia forte e unitaria. Se condividiamo l’obiettivo, dobbiamo avere anche la capacità di costruire insieme il percorso per raggiungerlo”.
Lo dichiarano i consiglieri dei gruppi di centrodestra Fratelli d’Italia (Angela Sirello capogruppo, Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo), Forza Italia (Alberto Locchi), Lega (Guglielmo Mossuto) e Gruppo Misto-Noi Moderati (Luca Santarelli)
Tramvia Rovezzano, Grazzini e Casini: “Le tramvie vanno fatte presto e bene, non bloccate”
“Stupisce vedere il centrodestra impegnato a bloccare un’opera che dovrebbe invece essere oggetto di una battaglia comune: perché venga realizzata, venga realizzata bene e soprattutto venga realizzata nei tempi più rapidi possibili. Il ruolo dell’opposizione dovrebbe essere quello di incalzare l’Amministrazione sui ritardi, sull’organizzazione dei cantieri e pretendere risposte, non quello di chiedere di fermare un’opera strategica per la città di fatto con appalto già avviato”.
Lo dichiarano Francesco Grazzini e Francesco Casini, consiglieri comunali di Italia Viva – Casa Riformista a Palazzo Vecchio.
“L’Amministrazione deve certamente fare la propria parte: il cronoprogramma pubblico indicava l’avvio dei lavori al 1° luglio e siamo quindi già a quasi tre mesi di ritardo. Su questo è giusto chiedere conto dei ritardi e pretendere che il cantiere parta rapidamente. Ma una cosa è chiedere che l’opera venga fatta bene e nei tempi previsti, altra cosa è provare a bloccarla”.
“Firenze è già attraversata da numerosi cantieri e rallentare ulteriormente l’avvio di un’opera come questa significherebbe aggiungere incertezza e prolungare nel tempo una situazione che già mette a dura prova la mobilità cittadina”.
“La tramvia per Rovezzano è importante perché consente di completare un pezzo fondamentale della rete e di portare un sistema di trasporto pubblico strutturato anche in un quartiere che oggi sconta criticità nei collegamenti. Una rete tramviaria può essere una vera alternativa al mezzo privato solo se riesce a raggiungere tutta la città e a collegare tra loro i diversi quartieri”.
Concludono Grazzini e Casini: “Le opere pubbliche non vanno bloccate: vanno fatte bene e velocemente. Per questo chiediamo all’Amministrazione di recuperare il tempo perso. E chiediamo alla destra di uscire dal partito del no, dove non eravamo abituati a vederla: se vuole fare opposizione, lo faccia chiedendo cantieri più rapidi, meno disagi e più attenzione ai cittadini, non cercando di fermare un’infrastruttura che serve a completare la rete di trasporto pubblico della città”. (fdr)
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