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Toscana, sarà un’estate senza piscine? La nota dell’esperto Nello Puci

Le piscine della Toscana senz’acqua? Il rischio c’è, in particolar modo nelle aree senesi e grossetane servite dall’Acquedotto del Fiora. Dal 1° giugno al 30 settembre, infatti, nei territori dipendenti dal gestore idrico suddetto sarà vietato l’utilizzo dell’acqua potabile per le piscine degli agriturismi. Con un paradosso insormontabile: secondo tale divieto l’acqua con cui si riempie la piscina a fine maggio dovrà restare la stessa fino a fine ottobre senza possibilità di approvvigionamento dall’ acquedotto pubblico per il consueto rabbocco o riempimento. Tuttavia la norma regionale prevede al contrario l’obbligo di svuotamento annuale delle piscine private ad uso collettivo, previsto dalla legge regionale, con grande dispendio d’acqua. L’unica maniera per bypassare il divieto sarà quello di acquistare l’acqua da enti gestori che possono venderla, servendosi di autobotti per il trasporto: una spesa ingente per una struttura ricettivo-turistica.

Di seguito riportiamo la nota sul tema di Nello Puci, esperto nel settore piscine ed ex coordinatore nazionale di Acquanet. Nel dettaglio:


“Come è ormai noto l’acquedotto del Fiora ha deciso di vietare il riempimento ed il rabbocco delle piscine a partire dal 31 maggio 2023,
noncurante delle esigenze di molteplici attività ricettive che hanno investito proprio in questo settore. La causa scatenante di questa scellerata decisione è stata la scarsità delle piogge durante tutto il periodo invernale.

Quello che vorrei far notare è l’estrema distorsione che questa visione unilaterale presenta; ma andiamo con ordine. Vista l’insufficienza degli eventi atmosferici che provvedono a rimpinguare le falde acquifere si è pensato bene di proibire il riempimento ed il rabbocco delle piscine facendo intuire che sono le piscine stesse la causa delle eventuali mancanze d’acqua che puntualmente si registrano ogni anno nei mesi più caldi.

Non solo ma la legge regionale toscana n°8/2006 (art.9, comma 7) recita testualmente: ”la vasca della piscina è completamente svuotata, anche al fine di consentire una adeguata pulizia e sanificazione delle superfici della vasca medesima, almeno una volta l’anno e comunque ad ogni inizio di apertura stagionale”. Naturalmente per coloro che non rispettassero questo obbligo è prevista una sanzione che va da euro 200,00 ad euro 1.200,00″.

“Adesso è chiara la contraddizione in termini: da una parte, la regione mi obbliga a svuotare la piscina almeno una volta l’anno, dall’altra si lascia intuire come siano le piscine la causa della probabile scarsità di acqua a disposizione per gli usi quotidiani; ma nessuno sottolinea l’assoluta mancanza di manutenzione degli stessi acquedotti che, con un’età media di 40 anni perdono circa il 40% di acqua buona (https://www.autoritaidrica.toscana.it/content/le-perdite-idriche-misura-e-ricerca): dei 100 litri che vengono immessi in acquedotto per arrivare al rubinetto di casa ben 40 litri vanno perduti!!

Voglio sottolineare anche che l’acqua utilizzata, sia per uso quotidiano che per uso ludico, viene sempre regolarmente pagata dal cittadino, che nonostante questo si vede limitare nelle sue scelte.

A volte basterebbe veramente poco per non scivolare sulle bucce di banana che ogni tanto la vita ci propone, ma sembra che i nostri gestori ed i nostri politici siano allergici all’utilizzo del buon senso del padre di famiglia.”







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