Affitti brevi, cedolare secca, legge di bilancio: parole chiave che interessano fortemente una città come Firenze. Tra le novità previste dalla bozza della legge di bilancio 2026, infatti, c’è anche l’incremento della cedolare secca dal 21 al 26% sulle locazioni turistiche, anche di una sola unità immobiliare. In sostanza la tassazione cresce anche se si ha un solo immobile destinato ad affitti brevi e, pertanto, non si rientra nell’attività imprenditoriale (sopra i quattro immobili in locazione breve). Una sorta di “colpo basso” che vuole colpire il settore degli affitti turistici e che punta ulteriormente il mirino su una categoria già vessata e al centro di polemiche. Una domanda: quanto impatterà tale eventuale misura sull’intero settore? Quanto inciderà, con l’intento di limitarne l’espansione, sul boom degli affitti brevi?
Interrogativi che abbiamo posto a chi, in questo ambiente, opera da anni: parliamo di Matteo Calamai, fiorentino, property manager e titolare dell’azienda Maison Florence, ovvero una realtà che effettua una gestione completa degli affitti turistici in città per conto dei proprietari. Capovolgendo il punto di vista, parliamo di un indotto tra i più floridi del capoluogo fiorentino, il cui risvolto positivo è quello di generare lavoro ed occupazione. Capiamo come.
Calamai, il settore degli affitti turistici si sente preso di mira e penalizzato?
“Difficile pensare il contrario. La cedolare secca in aumento riguarderebbe gli affitti brevi e non quelli a lungo termine, è evidente che si voglia scoraggiare investitori, proprietari di immobili, agenzie come la nostra”
La vostra agenzia come opera, oltre a gestire la locazione turistica dei vostri clienti?
“Noi abbiamo anche clienti che vogliono investire e, pertanto, intercettiamo immobili sfitti e disabitati da anni, spesso decadenti, che attendono di essere riqualificati. Negli ultimi anni abbiamo riqualificato numerosi appartamenti, restituendo valore a immobili spesso trascurati o non più competitivi sul mercato. Il nostro intervento non si limita al semplice restyling estetico: ripensiamo completamente gli spazi, l’identità e l’esperienza dell’ospite, trasformando ambienti datati in soluzioni moderne, funzionali e ad alto rendimento.”
Qualche esempio?
“Tra i casi più rappresentativi possiamo citare appartamenti che erano rimasti sfitti per mesi, se non anni, e che grazie alla riqualificazione sono diventati punti di riferimento per l’ospitalità della zona. In diversi progetti siamo intervenuti su immobili particolarmente compromessi, restituendo un valore estetico e abitativo tale da aumentare sensibilmente sia la domanda turistica sia il valore dell’immobile stesso.”
Tutto ciò, però, è a favore soltanto del turista?
“E della città, vorrei dire. Anzitutto meglio un luogo vissuto, in qualsiasi caso, che abbandonato o fatiscente. Poi c’è da considerare tutta la ricaduta sociale ed economica che si crea.”
Si spieghi meglio
“Ogni intervento, per noi, è un modo attivo per ridare vita a un patrimonio immobiliare dimenticato, creando un beneficio concreto per proprietari, ospiti e quartiere. L’attività di rigenerazione urbana genera ogni volta nuovo lavoro e coinvolge numerose professionalità: interior designer e progettisti, imprese edili specializzate, artigiani, elettricisti, idraulici e tecnici manutentori; fotografi, grafici e professionisti del marketing; addetti alle pulizie e personale operativo per la gestione quotidiana degli alloggi. Stiamo parlando di centinaia di persone, spesso fiorentini, che lavorano.
Quanto è l’impatto del turismo su una città come Firenze?
“Le cifre ci aiutano a capire meglio: nel 2024 il Comune di Firenze ha riscosso 77 milioni di euro soltanto con l’imposta di soggiorno, derivante da pernottamenti in alberghi, b&b ed anche locazioni turistiche: circa il 40% di tale maxi importo deriva dagli affitti brevi. Tuttavia il “turismo mordi e fuggi” non è quello degli affitti brevi ma dei pullman che raggiungono Firenze per alcune ore, senza generare effettiva ricchezza. Il nostro modello, invece, ci permette di creare occupazione reale e continuativa, valorizzando competenze locali e dando stabilità a molte figure professionali. L’obiettivo è attivare un circolo virtuoso per tutto il territorio: riqualificazione, aumento della qualità ricettiva, maggiori presenze turistiche e, di conseguenza, più lavoro.”
Come reagiscono i residenti di un condominio dove sono presenti locazioni turistiche?
“Direi bene. Spesso operiamo all’interno di contesti condominiali e pertanto poniamo grande attenzione alla relazione con amministratori e residenti. Per noi è fondamentale tutelare la serenità del condominio: adottiamo procedure chiare, regolamenti interni e sistemi di controllo accessi per garantire ordine, sicurezza e rispetto degli spazi comuni. La riqualificazione degli appartamenti e la cura nella gestione contribuisce inoltre a migliorare il decoro e il valore complessivo dello stabile, generando un beneficio condiviso. In molti casi i condomini hanno accolto positivamente i nostri interventi, riconoscendone l’impatto sulla qualità dell’edificio e sulla vivibilità degli ambienti comuni.”
La cedolare fissa in rialzo, pertanto, accrescerà i prezzi delle locazioni turistiche?
“No, non penso, semplicemente genererà meno ricchezza diffusa ed andrà a impattare, piuttosto, sulla possibilità di coinvolgere la schiera di professionisti sopra citati, con una ricaduta socio-economica a discapito dei lavoratori.”
