Ieri, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, è stata una giornata ricca di eventi simbolici: dal flash mobilità in Piazza della Signoria a sit-in e manifestazioni sparse per la città, fino ad arrivare alla periferia e, nel dettaglio, alla Valdisieve. Rufina, il febbraio scorso, è stata scossa dal femminicidio di Eleonora Guidi, 34enne e mamma di un figlio piccolo, uccisa dal compagno con 24 coltellate. Una tragedia che ha segnato la comunità, mobilitatasi in questi ultimi giorni con momenti di ricordo e sensibilizzazione ma anche attraverso azioni finalizzate a chiedere “Giustizia per Eleonora” (leggi qui).
Tra le iniziative organizzate nella giornata di ieri vi è quella della società calcistica del paese, l’Audax Rufina, con la partecipazione dei piccoli giocatori della scuola calcio. Proprio a loro, alle nuove generazioni, è diretto in particolar modo il messaggio di cambiamento culturale necessario per combattere la piaga sociale dei femminicidio: sono nove quelli registrati in Toscana soltanto nel 2025. Sul sintetico dei bianco-neri, di fronte ai piccoli calciatori contrassegnati dal frego rosso sul volto, come già visto sui giocatori di Serie A, sono intervenuti la sorella di Eleonora, Elisabetta Guidi, ed il sindaco Daniele Venturi. Come riportato dal messaggio social della società sportiva:
“La società Audax Rufina ieri sera si è stretta forte attorno ad Elisabetta, sorella di Eleonora. È stato un abbraccio forte che ha coinvolto la nostra comunità rappresentata dal sindaco Daniele Venturi.
Ragazzi, istruttori, dirigenti e genitori hanno fatto sentire la loro voce su un dramma che ci ha colpito al nostro interno e che tutti noi sentiamo nostra.Mentre i nostri ragazzi sfilavano sotto la tribuna e prendevano posto accanto ad Elisebetta, dai nostri altoparlanti usciva la voce di Mengoni che cantava Essere Umani e tutti noi in quel preciso momento abbiamo avuto l’assoluta percezione che esiste ancora speranza e che l’umanità ha assolutamente il sopravvento su tutto.
Grazie di cuore
“Per tutte le donne a cui hanno tolto la voce, per tutte le donne invisibili, per le donne derise e non credute. Per tutte le donne chiediamo e pretendiamo rispetto”

