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Segnalazione / “Strade del Chianti come il Mugello, dove sono i controlli?”

Riportiamo la seguente segnalazione di un nostro affezionato lettore, relativamente ad una situazione di pericolo che si palesa principalmente nei fine settimana sul territorio chiantigiano:

Vorrei portare all’attenzione della Sua redazione e dei lettori una situazione diventata ormai insostenibile e pericolosa che si consuma ogni fine settimana sulle strade del nostro splendido Chianti.

Mentre i dati recenti ci ricordano che Firenze è la prima città d’Italia per multe da autovelox, a pochissimi chilometri di distanza, nel cuore del Chianti, sembra di vivere in una terra senza legge. Qui, intere schiere di motociclisti hanno visibilmente scambiato le nostre strade collinari per la pista del circuito del Mugello, sfrecciando a velocità folli trasformando i fine settimana in un incubo di rumore e pericolo.

La situazione è particolarmente critica in due tratti specifici:

  • La strada che collega San Donato in Poggio a Castellina in Chianti
  • La Chiantigiana (SSS222)

Su queste arterie, che dovrebbero essere il fiore all’occhiello del nostro turismo e della nostra qualità della vita, i controlli da parte delle forze dell’ordine sono praticamente inesistenti.

A questo far west delle due ruote si aggiunge, come se non bastasse, il carico di frequenti raduni di Vespe e auto storiche. Sebbene l’intento di queste manifestazioni sia romantico e nostalgico, l’effetto pratico è che decine di mezzi d’epoca datati e non catalizzati sfilano in colonna, rendendo l’aria letteralmente irrespirabile e saturando i borghi di gas di scarico.

In tutto questo, chi vorrebbe godersi il territorio in modo lento e sostenibile — come pedoni, residenti e ciclisti — si ritrova a essere la vittima sacrificale di questa situazione. Camminare a bordo strada o pedalare è diventato un azzardo per la propria incolumità.

Mi chiedo, con profonda amarezza, cosa si stia aspettando ad aumentare i controlli e a installare sistemi di rilevazione della velocità anche qui. C’è davvero bisogno che ci scappi il morto prima che le autorità competenti decidano di muoversi e restituire la sicurezza alle nostre strade?

Cordiali saluti

Paolo

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