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“Scuola ideologicamente comunista” o “favorevole alle…”: l’ultima trovata di FDI arriva da Bagno a Ripoli

L’ultima trovata della destra arriva da Bagno a Ripoli, dove nel 2020, dalla medesima area politica, venne lanciata la proposta tramite interrogazione di istituire la giornata del cattolico eterosessuale. Fu una provocazione allora e lo è, forse, anche in questo caso ma ciò non cancella l’astrusità e la stranezza della proposta: stavolta i protagonisti sono i consiglieri comunali ripolesi di Fratelli d’Italia ovvero Michele Barbarossa, Serena Giannini, Fabio Venturi. 

I tre consiglieri comunali hanno depositato una mozione che sarà poi discussa al prossimo consiglio comunale, rivolta all’attenzione di sindaco e presidente del consiglio comunale, con il seguente oggetto: “Per la modifica delle nomenclature e/o denominazioni delle scuole presenti sul territorio comunale”. A leggere il titolo sembrerebbe la richiesta di variare i nomi delle persone autorevoli a cui le strutture sono dedicate ma non è propriamente così. 

La mozione contesta, invece, l’”egemonia culturale” che la destra, negli ultimi anni, ha sempre recriminato alla sinistra, anche a livello nazionale e la politicizzazione delle scuole e delle lezioni…tanto da voler mettere l’etichetta sulle scuole per far capire immediatamente la “tipologia” (di pensiero). Schedare le scuole, così da schedare poi chi le frequenta. Dopo l’exploit della consigliera di Calenzano, anch’ella di Fratelli d’Italia, finita su tutte le tv nazionali, anche questa proposta rischia di avere il suo quarto d’ora di notorietà. 

Si legge nella mozione:

Premesso che in diverse scuole presenti sul territorio comunale attualmente vengono ripetutamente impartite lezioni di natura e connotazione fortemente politicizzata ed orientata; che tali indottrinamenti sono spesso rivolti verso studenti adolescenti ed anche giovanissimi appartenenti alle scuola primaria; che tali esternazioni sono palesemente orientate verso ideologie di sinistra o addirittura di estrema sinistra, essendo riferite all’illustrazione deviata e acritica su: eventi di Gaza (guerra Israeliano – Palestinese) eventi e manifestazioni “pro-pal” (dimostrazioni e/o cortei spesso sfociati con occupazioni abusive ed incontrollate di stazioni FFSS, strade ed autostrade, danneggiamenti ed episodi di terrorismo urbano), eventi e manifestazioni circa la “Sumud flottiglia” (i cui manifestanti, se non fosse stato per l’intervento a loro favore del governo “Meloni”, sarebbero attualmente ospiti di prigioni israeliane se non peggio), orientamento sessuale di ogni tipo, discussioni politicizzate sulla situazione americana, naturalmente in chiave anti Presidente USA “Trump” (vedi i fatti accaduti a Minneapolis), corsi ed interventi palesemente in difesa di religioni e culture extracomunitarie a danno e scapito delle tradizioni italiane ecc.;

“Considerato che tali esternazioni e/o insegnamenti sono volti a plagiare ed orientare le menti delle future generazioni di elettori nel momento in cui sono più vulnerabili ed indifese; che tali eventi sono costanti e ripetuti negli anni; che né il corpo docente, né la dirigenza scolastica, né l’amministrazione del comune di Bagno a Ripoli vedono in tale comportamento un plagio e/o violenza psicologica perpetrata nei confronti dei bambini e adolescenti più deboli;

Nell’evidenza che molte famiglie di Bagno a Ripoli pur di non far subire ai propri figli un indottrinamento politicizzato e deviato, che porta spesso ai suoi oppositori emarginazione e pregiudizio ed in alcuni casi l’insufficienza nella valutazione dell’apprendimento scolastico, sono costrette a spostare i propri figli in scuole più liberali ed in altri comuni; che tale comportamento induce a differenziare e separare socialmente i bambini ed i ragazzi, oltre che a spingere molti genitori a spostare i propri figli in altre scuole, anche private, con aggravi di costi e disagi per le stesse famiglie;

Tutto ciò premesso e considerato, ecco cosa propongono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia:  

“di invitare gli Organi competenti ad introdurre nella denominazione di ogni singola scuola presente nel Comune di Bagno a Ripoli una caratterizzazione che ne identifichi l’orientamento insegnato e voluto dal corpo docente e dalla Dirigenza scolastica, inserendo le seguenti descrizioni: “politicamente schierata a sinistra” oppure “ideologicamente comunista”, oppure “favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke”, oppure “antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica”

Ciò allo scopo di rendere possibile alle famiglie con figli in età scolastica di individuare e scegliere, tra gli istituti scolastici fornite delle suddette denominazioni aggiuntive, i più adatti per l’orientamento politico/sociale/sessuale/culturale/religioso dei propri figli.”

E’ evidente la natura provocatoria dell’atto, anche per l’ovvia difficoltà di definire delle linee guida con le quali effettuare la schedatura della scuola: una scuola dove un insegnante, un bambino o una bambina hanno i capelli colorati in maniera estrosa rientra nella classificazione “favorevole alle teorie woke?”. Se un professore arrivasse a scuola con kefiah e eskimo, allora, saremmo in una “Scuola rivoluzionaria di sinistra”?

La risposta del sindaco di Bagno a Ripoli Pignotti

“I consiglieri di Fratelli d’Italia ci chiedono di schedare le nostre scuole. Proprio come al tempo del fascismo. Scuola “antifascista”, “di sinistra”, “favorevole alle teorie lgbtq+”, “woke”.
Accanto ai nomi delle scuole propongono di aggiungere queste etichette.
È tutto vero, hanno protocollato una mozione che invita l’amministrazione a cambiare la denominazione ufficiale.
Non è solo una grave provocazione, ma un attacco vergognoso alla libertà delle nostre scuole, un’intidimidazione senza pudore ai nostri insegnanti e alle nostre dirigenti.
L’orrore del fascismo cominciò proprio così, iniziando a distinguere le persone in base alla loro ideologia politica, alla razza, alla religione, all’orientamento sessuale. Abbiamo già visto come andò a finire.
Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli vuole riportarci a un passato buio. Ai tempi del Ministero dell’educazione nazionale, quello fondato da Mussolini, con le liste di proscrizione dei professori non allineati, le persecuzioni.
Dovunque i consiglieri di Fratelli d’Italia vogliano arrivare, sappiano che qui a Bagno a Ripoli troveranno sempre una comunità unita nel difendere la propria scuola, i suoi insegnanti e il diritto di istruirsi.”

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