Bocciata la proposta di istituire una commissione consultiva di monitoraggio del rischio idraulico e idro-geologico per il territorio di Bagno a Ripoli.
La proposta, sotto forma di mozione, è stata scartata dalla maggioranza, il cui veto su approvazioni o bocciature, dato il consenso bulgaro delle ultime elezioni, è totale. L’idea di costituire un ente istituzionale che vagliasse sul territorio dopo i disastri dell’ultimo Ferragosto non è passata e non sarà trasformata in fatto concreto: i consiglieri d’opposizione prendono atto e si rammaricano, considerati i problemi che, ad ogni temporale eccezionale, si ripetono sul territorio.
La mozione era stata redatta e firmata dai consiglieri Sonia Redini di Per Una Cittadinanza Attiva, Francesco Vulpiani e Paola Frosali di “Gruppo Misto” e dal candidato sindaco di Potere al Popolo Antonio Matteini. Di seguito il comunicato stampa a seguito della bocciatura:

“Non sorprende che la maggioranza abbia “bocciato” l’istituzione di una Commissione consultiva, allargata anche ai cittadini ed alle professionalità della società civile, con lo scopo di seguire – nel tempo, in modo spontaneo ed appena procedimentalizzato – gli interventi di mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico.
La motivazione, in estrema sintesi, è che Sindaco e Giunta “stanno pensando e provvedendo a tutto”, per cui, insomma, non bisogna intralciare il loro lavoro!
E’ un messaggio chiaro che non c’è alcun bisogno della partecipazione attiva della comunità, di chi avrebbe messo la propria conoscenza del territorio a disposizione di chi lo amministra. Fa però strano vedere che chi è stato parte del problema, adesso si elevi anche a soluzione dello stesso.
Si dimentica, infatti, che il Sindaco è in carica da otto anni (in Consiglio da venti e con l’intermezzo di un Assessorato ai Lavori Pubblici), per cui la responsabilità non è certo del Clima, del Padreterno o di chi ha
costruito quarant’anni fa, se poi è mancato un programma anche solo, e molto più modestamente, di pulizia o disostruzione di caditoie e fognature.
E basta dire che è stato un evento eccezionale e che gli allagamenti ci sarebbero stati ugualmente!
La prevenzione e la cura capillare del territorio era ed è un preciso obbligo del Comune, come pure quello di sollecitare e sovrintendere alle opere di competenza di altri Enti.
Soltanto dopo, una volta fatto tutto il dovuto, si può parlare di evento imprevedibile e di circostanze eccezionali. Di fronte, invece, ad un’omissione conclamata ed all’urgenza di porvi rimedio (perché ad ogni minaccia di temporale la cittadinanza è costretta allo stato d’allerta), la maggioranza viene a dire che la Commissione consultiva non sarebbe servita a nulla e che, anzi, avrebbe rallentato l’azione del Comune?
Si confonde l’efficacia con un efficientismo simulato e tardivo.
A cosa serviranno le tre assemblee pubbliche “promesse” dal Sindaco, che nei fatti si riducono ad una soltanto, essendo suddivise per zona? Garantiranno davvero la partecipazione attiva dei cittadini, oppure si ridurranno al solito resoconto monodirezionale?
Era davvero così inutile, intempestiva ed inefficiente una sede istituzionale, come appunto una Commissione consultiva, in cui far affluire gli apporti spontanei dei cittadini, che ben conoscono, e forse meglio di tutti, le pieghe del territorio?
Il tempo dirà se la scelta della maggioranza è stata lungimirante o gravemente miope.”






