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Regionali, intervista al candidato Francesco Merlo, giovane docente: “Firenze? Gioiello ammaccato, sogno una metropoli europea”

Elezioni Regionali, mancano pochi giorni al voto e continuano le nostre interviste ai candidati consigliere regionali del territorio. Vi ricordiamo, infatti, che si possono esprimere due preferenze (una donna e un uomo) per decretare chi comporrà, anche in base ai risultati elettorali, il Consiglio della Regione Toscana. Oggi conosciamo meglio Francesco Merlo, giovane docente di 31 anni, alla sua prima candidatura in politica nella lista “Giani – Casa riformista”, tra le componente del centro-sinistra.

Come è avvenuto il suo avvicinamento al mondo politico? Perchè la decisione di candidarsi alle Regionali?
“Mi sono avvicinato a +Europa durante la raccolta firme per Eutanasia Legale, e oggi sono il coordinatore del gruppo di Firenze. È la prima volta che decido di candidarmi, lo faccio per difendere le prospettive della mia generazione: viviamo in un paese vecchio e ingessato, serve un rilancio strutturale.”

Si candida con Casa Riformista, pensa che Eugenio Giani sia la persona giusta per governare nuovamente la nostra Regione?
“La lista Casa Riformista è un progetto ambizioso, coinvolge le realtà di eccellenza della Toscana civica e le forze politiche europeiste. Eugenio Giani ha lavorato molto e bene in questi anni, ma restano grandi margini di miglioramento su diversi temi. Al presidente della regione va affiancata una squadra di consiglieri regionali che abbia il coraggio di lottare per un rilancio in avanti, non dei mezzi passi indietro come vorrebbe qualcuno.”

A quale collegio è candidato, chi la può votare?
“Sono candidato nella circoscrizione di Firenze 1, mi possono votare tutti i residenti nel comune di Firenze.”

Se sarà eletto cosa porterà in consiglio regionale?
“Nella politica toscana non servono solo giovani, ma idee giovani. Imprese che chiudono, salari immobili, lavoro povero: serve un rilancio della politica industriale della regione. Io e i miei coetanei ci ritroviamo a vivere in una regione che non cresce e che offre solo lavoro precario e mal pagato. Basta con gli slogan sul “turismo-petrolio” di certa destra e certa sinistra. Noi giovani rivendichiamo il nostro futuro: più industria, più lavoro, più infrastrutture, più transizione ecologica razionale, più medicina basata sulla scienza, più diritti civili. L’alternativa, ci dice Draghi, è una lenta agonia.”

E’ vero che ha organizzato un “calcetto elettorale”?
“Io non sono un politico di professione, sono un cittadino e ho la percezione di un cittadino. La politica oggi manca di trasparenza, è distante e incartata nei suoi protocolli. La mia campagna vuole coinvolgere tutte le persone a me care: da chi segue attivamente il dibattito politico a chi lo intravede con sospetto. Quel torneo è stata l’occasione per avvicinare persone nuove, fare squadra con vecchi amici e rompere la parete tra chi fa campagna elettorale e il cittadino comune.”

Quali sono i temi a lei più cari e prioritari?
“Siamo di fronte a un bivio: se non rilanciamo oggi la Toscana, avremo un futuro di decrescita e impoverimento. Lo stesso vale per Italia ed Europa. Punto primo, serve coraggio sulla politica industriale ed energetica regionale. Punto secondo, occorre sfidare le corporazioni, come tassisti e balneari, favorendo nuove opportunità di lavoro. Punto terzo, sicurezza per i cittadini: non con le chiacchiere della Destra, ma con politiche di comunità e presidio reale delle forze dell’ordine. Punto quarto, serve investire sul futuro: scuola europea, reti regionali della cultura, cittadinanza inclusiva, diritti civili.”

Cosa manca a Firenze e qual è secondo lei il problema più ingente della nostra città?
“Firenze è un gioiello ammaccato. Per anni ci si è cullati nel mito del turismo come industria, oggi ne paghiamo le conseguenze: tra lavoro povero e svuotamento del centro cittadino dai residenti, i pochi vincitori sono i proprietari degli immobili messi a rendita turistica. Un lavoro legittimo, ma serve anche altro. Per Firenze vale il discorso che facciamo per la Toscana: una terra gloriosa che non può campare solo del passato. Come molti miei coetanei sogno una metropoli europea, con servizi di livello internazionale, attraente per imprese di alto livello e lavoro qualificato.”

Cosa pensa delle ultime manifestazioni pro Gaza e della situazione in Medio-Oriente? Ha partecipato allo sciopero generale del 3 ottobre o pensa che siano manifestazioni vane?
“Condanno con tutto me stesso il massacro perpetrato dal governo Netanyahu a Gaza e le atrocità di Hamas: proprio per questo guardo con grande speranza alle prospettive di una pace duratura in Medio Oriente che sembrano riaprirsi in questi giorni. E penso che la grandissima parte delle persone che hanno scioperato il 3 ottobre, tra cui io e molti colleghi, condivida lo stesso desiderio: una pace duratura, con due popoli in due stati liberi, democratici e indipendenti. Nel centrosinistra non può esserci spazio per posizioni che legittimano l’odio contro palestinesi o israeliani, il campo progressista ha il dovere di essere il baluardo dei diritti e della civiltà democratica ovunque: in Toscana come nel resto del mondo.”

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