Articolo e fotografie a cura di Lapo Pacini
Grande partecipazione all’ultimo incontro del comitato di Bagno a Ripoli contro la riforma Nordio. Martedì 17 marzo si è tenuta al circolo ricreativo culturale di Antella l’ultima data del calendario di incontri organizzato da “Comitato La società civile per il no” di Bagno a Ripoli. Ricordiamo, infatti, che siamo chiamati ad esprimere il nostro voto sul Referendum sulla Giustizia domenica 22 e lunedì 23 marzo.
La data di chiusura ha visto partecipare come ospiti Beniamino Deidda, magistrato e consigliere comunale di Bagno a Ripoli, Tomaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’università per stranieri di Siena e Alessandro Nencini, magistrato e presidente del Coordinamento toscano “Giusto dire NO”.
Con una introduzione il relatore Stefano Pisilli a nome del Comitato per il NO di Bagno a Ripoli ha ricordato tutte le iniziative tenute nel territorio, ringraziando gli ospiti per la partecipazione. Per poi dare parola al magistrato Nencini, il quale ha incentrato il suo discorso sulla pericolosità dell’astensione definendola la prima nemica dei referendum. Ha poi aggiunto come il referendum costituzionale al quale siamo tenuti a votare possa essere facilmente aggirato con una semplice legge data la maggioranza schiacciante della destra in entrambe le camere.
La maggioranza di governo etichetta il referendum in modo riduttivo come separazione delle carriere nonostante questo riguardi un insieme maggiore di modifiche costituzionali. È questo uno degli argomenti principali trattati da Deidda. Il magistrato ha ritenuto importante anche soffermarsi sulle basse percentuali del numero di giudici e PM che cambiano carriera, e su come la riforma Nordio andrebbe a toccare uno dei punti più deboli della magistratura che renderebbe meno efficace il controllo legale e di garanzia. In conclusione ricorda come l’autonomia della magistratura sia uno degli elementi fondanti la democrazia del nostro paese.
Riprendendo le considerazioni conclusive del suo predecessore, a prendere parola per ultimo è stato Tomaso Montanari, in un discorso incentrato su citazioni di molte figure di spicco nella battaglia per la magistratura e la democrazia.
Richiamando i valori di Mattarella, Calamandrei e Matteotti il rettore ha palesato il timore per la vittoria del sì con conseguente caduta della magistratura, ovvero l’unico corpo capace di limitare il potere esecutivo del governo.
Nelle parole del professore anche la sottolineatura di come i valori della nostra costituzione siano antifascisti, e come questo referendum permetta invece a chi non lo è di muoversi dove la Costituzione glielo impedisce. A seguito di una sessione di domande aperte del pubblico, l’evento si è concluso con un’ulteriore citazione di Calamandrei, rimandando le considerazioni finali ai risultati attesi per lunedì 23.



