Notizie in Tempo Reale dal Territorio

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

“Qui nessuno è straniero”, striscione rimosso dalla scuola. Studenti e Istituzioni: “Lo rifacciamo”

In centro città, a Firenze, e più precisamente alla scuola primaria Vittorio Veneto, è stato rimosso lo striscione realizzato dagli studenti con riportato “Qui nessuno è straniero”. Il riferimento è al decreto legge del governo che ha delineato una serie di misure tra cui il tetto del 30% di stranieri nelle singole classe, calcolato su studenti che non hanno svolto un percorso pregresso in Italia. Il decreto prevede anche corsi di italiano per i genitori dei bambini stranieri che non parlano la nostra lingua ed il divieto di indossare burqa e niqab, come se fossero queste le emergenze delle nostre scuole spesso fatiscenti o con insegnanti precari. Alcune scuole in tutta Italia hanno manifestato il loro dissenso verso tale norma esponendo fuori dagli immobili lo striscione “Qui nessuno è straniero”, come è avvenuto anche a Firenze. Ecco pertanto il commento del presidente del Q1 Mirco Rufilli e dell’Assessora Benedetta Albanese che, oltre alle dichiarazioni che riportiamo di seguito, annunciano dell’iniziativa di questo pomeriggio, quando affiancheranno alunni e alunne nella realizzazione di un nuovo striscione. 

“Quello che è accaduto alla scuola Vittorio Veneto, dove qualcuno ha tolto questo striscione, è inaccettabile. Lo striscione era stato creato dai bambini della scuola: strapparlo è un’offesa prima di tutto a loro. I bambini e le bambine della Vittorio Veneto si erano ritrovati al giardino Borgo Allegri, realtà da sempre attenta ai temi dell’aggregazione, per scrivere insieme quella frase che è diventata un simbolo di contrasto alla proposta del tetto del 30% nelle classi italiane: una proposta che rischierebbe di mettere una barriera tra bambini che non si sentono affatto “stranieri” nelle proprie classi, proprio perché sono i loro compagni, per primi, a farli sentire parte della stessa comunità. Come presidente del Quartiere 1 sono profondamente indignato da questo schiaffo ai bambini e a tutti coloro che lavorano ogni giorno per una Firenze aperta e solidale, come è sempre stata nella sua storia – dichiara il presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli –. Mentre i bambini uniscono, gli adulti creano barriere. E questo è inaccettabile. Per questo abbiamo deciso, insieme alla maggioranza del Quartiere 1, di ritrovarci oggi in piazza Santa Croce alle 16.30 con gli stessi bambini, per disegnare di nuovo quel messaggio e mettere lo striscione sul balcone del palazzo del Quartiere 1. Perché ‘qui nessuno è straniero’ non è più soltanto una frase: è un’idea di società, di città e di quartiere che vogliamo. Sono le istituzioni a doversi spendere per prime per una società unita, che dice no alle divisioni e alle intolleranze e che non fa campagna elettorale sui bisogni dei bambini”.

“Un gesto rivolto contro parole scritte dai bambini rende ancora più importante essere oggi al loro fianco – dichiara l’assessora all’Educazione Benedetta Albanese –. La scuola è il luogo in cui si impara a vivere insieme, a conoscersi e a riconoscersi come parte della stessa comunità: nessuna barriera può entrare nelle nostre classi. Firenze continuerà a investire sull’inclusione, sull’alfabetizzazione e sugli strumenti che permettono a ogni bambina e a ogni bambino di sentirsi parte della scuola e della città. Ringrazio le scuole e tutta la comunità educante fiorentina che ogni giorno rendono concreti questi valori”.

“L’iniziativa di oggi vuole così riaffermare, insieme ai bambini, un messaggio che riguarda tutta la comunità cittadina – conclude il presidente del Q1 Rufilli -. La scuola ha bisogno di investimenti sugli edifici, perché siano sempre più accoglienti e moderni, sull’alfabetizzazione e sull’inclusione: non di divisioni e barriere. È da qui che il Quartiere 1 vuole ripartire, rimettendo quello striscione al suo posto e rilanciando le parole scelte dai bambini: “Qui nessuno è straniero”. (s.spa.)

Torna in alto