Mentre in aula, all’interno del Tribunale di Firenze, si dibatte sulla perizia e sulla possibilità che Lorenzo Innocenti venga processato, al di fuori, ai cancelli di viale Guidoni, una cinquantina di persone si sono radunate secondo un unico grido: “Giustizia per Eleonora Guidi”. Tra i manifestanti anche la sorella Elisabetta, il volto di questa protesta finalizzata a pretendere una giustizia che sia giusta: non è una ridondanza, dovrebbe essere un’ovvietà ma non lo è, come in questo caso.
Lorenzo Innocenti, architetto di Rufina, colui che ha ucciso Eleonora con 24 coltellate davanti al figlio piccolo, dopo oltre un anno dall’efferato femminicidio non è stato ancora processato e non è, pertanto, in carcere. Dove si trova? All’ospedale di Ponte a Niccheri, nel reparto psichiatria, dal quale però si sposta, raggiunge il bar, sta sui social, va a prendere il caffè, gioca a scacchi. Come fosse in una qualsiasi RSA.
Dopo l’uccisione di Eleonora, l’uomo si lasciò cadere nel vuoto dalla terrazza del proprio appartamento, picchiando la testa ma fallendo nel tentativo di togliersi la vita: dopo tale gesto è stato ritenuto incapace di sostenere un processo e, dal documento redatto dai periti incaricati dal gip, non socialmente pericoloso.
Ecco perchè Elisabetta, la famiglia di Eleonora, amici e parenti, l’intera comunità di Rufina e della Val di Sieve, pretendono che la giustizia sia giusta e faccia il suo corso. Dopo un presidio in piazza Santissima Annunziata sabato scorso, ecco il nuovo appuntamento di oggi, mercoledì 25 marzo, dalle 9:00 e per l’intera mattinata, di fronte ai cancelli di ingresso del Tribunale.
Riportiamo il comunicato stampa diffuso dalle associazioni che hanno aderito al presidio:
PER ELEONORA, CON AMORE E RABBIA
Eleonora Guidi è stata uccisa l’8 febbraio 2025 a Rufina dalla persona che diceva di amarla una mattina a colazione davanti al figlio. Un copione amaro, ricorrente in molti casi di femminicidi, fatto di ossessione e controllo, una quotidianità sotterranea spesso invisibile che nasconde il grido di tutte quelle donne che non riescono a scappare in tempo. Lo stesso copione che non riuscendo a spiegarsi l’ “impossibile” racconta di una famiglia normale e piena d’affetto, che descrive l’assassino come una “persona perbene”, insospettabile, che deve essere stato senz’altro in preda ad un “raptus” per commettere un femminicidio. Questo copione, oltre a colpevolizzare la vittima, si ostina a non vedere la radice culturale del femminicidio. Sappiamo benissimo che l’uomo violento non è malato ma il figlio sano del patriarcato. La violenza di genere non è un fatto privato né un incidente isolato, ma una responsabilità collettiva che non può più essere ignorata, che deve essere affrontata e prevenuta con una maggiore consapevolezza ed educazione sesso-affettiva per tutte le fasce della società a partire dall’infanzia. Vogliamo un’educazione al consenso ed al rispetto dell’autonomia delle altre persone.Ora, a oltre un anno dall’omicidio di Eleonora Guidi, è giunto il momento che chi ha commesso questo terribile delitto risponda delle proprie azioni davanti a un tribunale.
Quel gesto ha tolto una vita, ha lasciato un bambino senza la madre e ha provocato un dolore profondo nella famiglia di Eleonora e in tutte le persone che le volevano bene. Nel frattempo, lo Stato ha garantito all’imputato tutte le cure necessarie e il tempo per recuperare fisicamente e comprendere la gravità di quanto accaduto.
Ora è giusto che lo Stato garantisca anche alle vittime ciò che spetta loro: giustizia.
E insieme continueremo a lottare per costruire quella giustizia che vogliamo da viv3. Facciamo sentire forte il nostro grido altissimo e feroce per Eleonora e per tutte le donne che più non hanno voce!
Adesioni: Non una Di meno Firenze, Il Giardino dei Ciliegi, Il melograno, Libere tutte, Studenti di sinistra; Coro Femina, Ragazzi e ragazze della Scuola Superiore Ernesto Balducci, Fridays for Future, Laboratorio per un’Altra Città, Associazione Antropologiche, Donne insieme per la pace, Sportello Vanessa, Fiesolana 2b, Arcigay Firenze Altre Sponde APS, Azione Gay e Lesbica, Intersexioni, Ribelli in Cor, Insieme a Marianna APS, Comitato Civico Impariamo a Dire Noi






















