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Hanno “ucciso” la ‘Paganelli’, chi sia stato non si sa. Il caso della piscina comunale di Novoli

Hanno “ucciso” la Paganelli, chi sia stato non si sa. Ma il mistero della piscina comunale di Firenze non è tanto diverso da quello dell’Uomo Ragno cantato dagli 883. Costruita negli anni Settanta, le “Cupoline” – come venivano chiamate dagli abitanti della zona – sono state un punto di riferimento per lo sport e il fitness di Firenze ovest, zona viale Guidoni, a Novoli. In seguito, ha subito diverse ristrutturazioni fino a trasformarla in un centro sportivo moderno adatto a tutte le età. La piscina presentava una vasca principale di lunghezza 25 metri e larghezza 16, dove venivano eseguiti molti corsi di nuoto o il nuoto libero, munita di spalti e tribune per il pubblico. La seconda squadra di pallanuoto della città, la NGM, si è allenata per tanti anni nelle corsie della Paganelli, dov’era presente anche una vasca di dimensioni minori per l’acquagym, nonché una più profonda, cinque metri, adatta per i tuffi. Sono, anzi erano, poche le strutture a Firenze a poter vantare una chicca del genere.

La decisione di demolirla e ricostruire solo la copertura

Alla fine del 2020, in piena emergenza Covid-19, la decisione di demolirla. L’ex assessore allo sport Cosimo Guccione aveva dichiarato in Consiglio Comunale: “Non è stato possibile certificare l’idoneità statica della struttura. Come conseguenza, si è deciso di dichiarare la struttura inagibile e procedere con la demolizione e la ricostruzione”. Ricostruzione sì, in teoria. Ma nella pratica… La storia continua ad anno nuovo, nel 2021, quando viene stanziato circa un milione di euro per la nuova piscina, che si sarebbe dovuta dotare di una copertura telescopica apribile (!). Un progetto ambizioso per la Giunta dell’ex primo cittadino Nardella. La riqualificazione di una delle piscine più frequentate di Novoli e dintorni, già all’interno di un polo multifunzionale che ospita anche la squadra di pallavolo della Liberi e Forti 1914 (serie B1 nella stagione 2022/23).

Un fiasco di riapertura

I lavori effettivi comunque partono. La demolizione, come spesso accade in questi casi, procede immediatamente e la riapertura della struttura – scoperta – avviene nel luglio 2023. ‘JUNGLE è il nuovo nome della piscina ma l’esordio non è proprio dei migliori. Pochissimi i fiorentini e i residenti in zona che vi si recano per cercare un po’ di refrigerio dalla calura estiva: subito nascono i primi problemi. Lo staff è scarno, mancano gli assistenti bagnanti, il che obbliga la struttura ad aprire solo come solarium la mattina; il pomeriggio l’afflusso è modesto, nonostante la folta pubblicità fatta circolare su testate locali e social network. Insomma, nome omen: una Jungle di nome e di fatto… La speranza, però, si chiama inverno. Il Comune di Firenze fa infatti sapere che, terminata la stagione estiva, sarebbero partiti i lavori per la copertura del nuovo impianto. La ditta che se ne sarebbe dovuta occupare è la Edil Coan, con sede a Bacoli (NA), con affidamento dei lavori assegnato nel 2021, con decorrenza prevista per 270 giorni naturali e consecutivi. Della copertura, però, non se ne fa nulla. La struttura viene scoperchiata e lasciata “a prendere aria”. L’estate seguente viene scelta un’altra ditta costruttrice, la Costruzioni Generali SRL di Pistoia, che avrebbe dovuto consegnare il lavoro di copertura nell’aprile di quell’anno. Nel 2023, sì, quando la Paganelli ha riaperto effettivamente i battenti, ma limitandosi alla stagione estiva, visto il cielo spalancato che la accompagna da più di quattro anni.

Nuovi problemi

Quest’estate, infine, il colpo di grazia: la piscina non riapre. Rimane serrata senza che nessuna novità si proietti all’orizzonte. Circa un anno fa, nel consiglio comunale di febbraio 2024, la denuncia di Roberto De Blasi, capogruppo M5S: “700 mila euro assegnati ad una ditta che avrebbe dovuto completare i lavori di rifacimento della copertura entro l’autunno del 2022 (la Edil Coan, ndr). Ed invece i lavori non solo non sono finiti, ma la ditta ha già riscosso quasi 300 mila euro e nessuna penale le è stata applicata, nonostante le violazioni palesi nell’espletamento dei lavori”. Una situazione del tutto sgradevole, per tutti: amministrazione, città e cittadini. Daicollifiorentini ha recentemente interrogato sull’annosa questione il nuovo presidente del Quartere 5, Filippo Ferraro, il quale però ha affermato che alcun tipo di aggiornamento in merito è inesistente. Infatti, si apprende, il montaggio della gru che dovrebbe tirare su il tetto della piscina, la famosa copertura telescopica apribile, non è ancora partito. E la “colpa”, come De Blasi, viene ancora una volta attribuita all’impresa che se ne sarebbe dovuta occupare. Peccato che di ditte, nel caso Paganelli, se ne siano già alternate due. E gli avvisi dei lavori, uno all’ingresso del palazzetto e un altro di lato (al fianco di un’altra struttura della Paganelli, la società Eurocalcio), non mancano. Ciò che manca a quella zona, invece, è da sempre la dignità. Come è stato per tantissimi anni per il campo rom con tanto di palazzina occupata abusivamente e il sottopasso che bypassa il vialone che conduce all’autostrada. In condizioni persino peggiori rispetto a quando la piscina era in attività. Cambiano le amministrazioni a Firenze, ma la piscina Paganelli resta un mistero: chi l’ha uccisa, non si sa.
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