La corte d’appello di Firenze ha condannato con il rito abbreviato un’ispettrice della polizia penitenziaria e otto agenti per due presunte e distinte aggressioni a un detenuto di origine marocchina e a un recluso italiano, avvenute nel 2018 e nel 2020 nel carcere fiorentino di Sollicciano: tortura, falso e calunnia i reati contestati.
In primo grado l’accusa di tortura era stata derubricata in quella di lesioni ed erano caduti gli episodi di falso e calunnia. La pena più alta inflitta in appello all’ispettrice: 5 anni e 4 mesi. Per gli agenti pene da 4 anni e 4 mesi a 3 anni e 4 mesi.
L’inchiesta della pm Christine von Borries, come riportato dal Corriere Fiorentino, era stata avviata nel 2019 a seguito di una denuncia dell’ispettrice Viligiardi che segnalava di avere subito un’aggressione sessuale da un detenuto marocchino che, secondo il suo racconto, durante una convocazione nel suo ufficio si sarebbe avventato su di lei. Le indagini rivelarono che era tutta una messa in scena orchestrata e che l’uomo in carcere era stato minacciato, preso a calci e lasciato senza abiti prima di essere rinchiuso in una cella d’isolamento. Secondo l’accusa l’uomo fu punito per avere chiesto di telefonare ai parenti in Francia e per avere reagito con un insulto alle intimidazioni degli agenti. Un altro episodio costruito ad arte era avvenuto nel maggio 2018 ai danni di un detenuto italiano.
