Notizie in Tempo Reale dal Territorio

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

La Fiorentina trova la seconda vittoria in campionato. De Gea bocciato, brilla Njie

E alla decima giornata arrivò la seconda vittoria in campionato. La modesta (per non parlare già di dramma sportivo, ndr) stagione della Fiorentina prova ad accendersi nel primo lunedì di novembre. Il Sassuolo dell’ex tecnico della Primavera Aquilani è superato per 4-2 a Reggio Emilia, nonostante lo svantaggio iniziale dei Viola. Non convincono del tutto ancora le scelte di Vanoli, che ripropone lo stesso undici di quattro giorni prima, noncurante dello stato di down di Fagioli e della voglia di Pedro.

Le PAGELLE: De Gea bocciato, Joao Mario si conferma

DE GEA 5 : titubante nel decidere se uscire o meno dai pali, sceglie di rimanere e Laurienté lo punisce. 9 portieri su 10 oggi avrebbero optato per la prima… Impossibile opporsi alla fiammata del solito esterno del Sassuolo quando lo trafigge per la seconda volta. Con queste, sale a -23 il “bottino” dello spagnolo in 10 partite: naturalmente, non è solo colpa sua, ma così il “miracolo quotidiano” è del tutto inefficace.

JIMENEZ 6 : accompagna l’azione proponendosi a Mastantuono, la catena funziona ed è ormai uno dei pochi, se non l’unico, dei punti di riferimento della Fiorentina. Tuttavia, un terzino dovrebbe occuparsi principalmente della fase difensiva e Laurienté gli fa venire il mal di testa. E’ comunque sempre sul pezzo e suda la maglia; per la pochezza generale, ce lo facciamo bastare.

DRAGUSIN 5.5 : ammonizione limitante, ma fa buona guardia. Il “leader” scelto della retroguardia, con un passato recente in Premier League, non può fare tutta questa fatica al ritorno in Italia. La “sua” difesa è la terzultima del campionato: dopo due allenatori dal passato difensori.

VIERY 5.5 : ancora non si è calato nella mentalità del calcio italiano, è confusionario, lascia spesso la posizione finendo per scontrarsi (anche letteralmente) con i compagni. Tiene in gioco Laurienté in ambo le reti, segno che – appunto – non è allineato. In ambo i sensi.

JOAO MARIO 6: confermato a sinistra dopo la buona prova di giovedì, ripaga la fiducia di Vanoli. Ordinato, più del suo dirimpettaio di reparto, ma comunque propositivo, arrivando fino alla conclusione, memore del jolly pescato con l’Atalanta. Offre continuità e tanta abnegazione: dopo averlo escluso nelle prime giornate, al punto di ritirar fuori l’epurato Dodo, Vanoli ha capito che sul portoghese può fare affidamento.

Fagioli, altra “stecca”

FAGIOLI 5: mezzo voto in meno glielo “regala” direttamente Vanoli preferendolo ancora a Oulai. Pallone sanguinoso perso in occasione del vantaggio neroverde. Questa volta la sua partita dura un quarto d’ora in più rispetto a quattro giorni fa, ma non si è vista alcuna differenza. Dal 62’ OULAI 6 che sbaglia il primo appoggio della sua partita, emulando il predecessore, ma all’80’ lavora e smista il pallone che porta all’azione di fino del 2-3. Dopo l’Atalanta, il suo ingresso cambia ancora la partita, ma giocando meno di metà gare non si riesce ancora a distinguere quanto merito ne abbia l’ivoriano.

NDOUR 5.5: incespica senza compicciare nulla di concreto. La sua intoccabilità è un rebus che si complica gara dopo gara. L’assist per il 4-2 finale sigla un’ottima ripartenza, ma non può bastare per la sufficienza.

BRESCIANINI 6: opaco e poco servito, è lui il pressatore sul primo possesso di Turati e la difesa. A differenza di Fagioli, lui si prende quel mezzo punto in più poiché sacrificato per azzardare un 4-2-3-1 con PEDRO 6.5 che trasforma il primo pallone toccato in un’invenzione al bacio per il tris di Mastantuono. Un passaggio molto simile all’assist di Njie per Pellegrino, e la domanda allora si ripropone con forza: perché non gioca mai dal 1’?

Njie-bis e il tridente funziona

NJIE 7: la rete all’Atalanta gli ha dato un’iniezione di fiducia. È protagonista sia nell’inventarsi l’assist per Pellegrino sia nel trovare l’angolino con un tiro a giro su cui Turati può solo osservare. Senza alcun motivo logico, viene rimpiazzato poco dopo l’ora di gioco da GNONTO 5.5 che contribuisce all’abbassamento della squadra, che viene purgata poco dopo il suo ingresso. Il Sassuolo, però, si scopre tanto e la sua velocità torna utile alla causa gigliata, anche se non si comprende il motivo della sua preferenza rispetto all’ex Sporting.

PELLEGRINO 6.5: non la tocca, non la sente, non la vede per tutto un tempo. Se la ritrova sui piedi, all’improvviso, allo scoccare dell’intervallo, si gira e segna con un colpo da biliardo. Poco altro, lascia il campo a 15’ dalla fine per BETO 5 che esordisce con un tiro al piccione degno del miglior Larrondo (per chi ha buona, e inconsapevolmente modesta, memoria). Successivamente, centra in pieno l’unico difensore del Sassuolo in area di rigore sprecando la chance del 4-2.

MASTANTUONO 6.5: che sia uno dei migliori dribblatori del campionato nessuno lo mette in discussione, ma che i suoi assoli non trovino alchimia con i compagni di reparto è altrettanto vero. Uno di questi, però, impegna Turati dopo una ripartenza palla al piede di 60 metri. A 10’ dalla fine cala un jolly che ci fa alzare dal divano: sinistro millimetrico all’angolino dopo il preciso appoggio di Pedro. Dal 89’ VALDEPENAS 7: entra, segue il contropiede e insacca il più facile dei tap-in. Primo centro in maglia viola del classe 2006.

Allenatore rimandato

VANOLI 5.5: no, uscire dal penultimo posto non basta se prendi sempre due gol a partita. La sua difesa è un colabrodo che fa acqua da tutte le parti, agli avversari basta scendere negli ultimi 25 metri per rendersi pericolosi. Che si chiamino Genoa, Atalanta o Sassuolo. Passiamo alla mediana. Ormai la scelta, de facto, è quella di un 4-3-3 con la fisicità di Ndour e Brescianini, senza pesare le rinunce di Oulai e Pedro. Ma il cambio modulo (e, per una volta, non il passaggio a 5 dietro) a gara in corso gli consegna la seconda vittoria in campionato. L’ivoriano e il portoghese sono i migliori acquisti di Paratici: continuare ad escluderli dai titolari sta diventando una scelta indifendibile. L’intero tridente di partenza va in rete: bonus, il sigillo finale di Valdepenas. Ma per una parvenza di solidità e coraggio, bisogna ancora attendere.

Torna in alto