Articolo e fotografie a cura di Lapo Pacini
Dopo 17 anni il Gobetti ha occupato nuovamente l’istituto ed ha chiuso come ultima, tra le scuole di Firenze, il periodo delle occupazioni. L’occupazione è iniziata mercoledì 29 ottobre alle prime ore della mattina con la chiusura delle porte d’entrata. Venuto a sapere dell’occupazione il preside dell’ istituto, il sig. Cavari ha raggiunto gli studenti per assicurarsi della situazione, disattivando i sistemi di allarme.
Chi ha portato avanti l’occupazione in questi giorni e fino a sabato 1 novembre è il collettivo Volgo, rinato dopo 4 anni di inattività, ovvero il gruppo di alunni del Gobetti Volta che sogna di creare nuovamente un’aggregazione tra e per gli studenti con l’obiettivo di rendere la scuola uno spazio non solo didattico ma anche di crescita personale, culturale, di responsabilità civile. Le cause dell’occupazione sono state espresse in un manifesto studentesco, tra cui risulta tra le principali motivazioni la situazione in Medio-Oriente, il destino della terra palestinese ed il genocidio perpetrato nella striscia di Gaza. Sorgono anche altre problematiche, più contingenti alle condizioni scolastiche, che preoccupano gli studenti e che sono state in parte causa dell’occupazione: una consegna di banchi che doveva essere portata a termine per agosto, per permetterne un regolare uso alle classi, avvenuta invece il 27 ottobre.
È forte tra gli studenti del collettivo anche la preoccupazione per il futuro dell’Istituto: a giugno, infatti, inizieranno i lavori per “il lato Volta”, il quale verrà reso antisismico. La durata dei lavori è ciò che preoccupa maggiormente, con la criticità eventuale di non concludere l’intervento nei tempi previsti ed i dubbi sul termine del cantiere per l’inizio del nuovo anno accademico.
L’impegno degli studenti nelle loro cause è evidente nell’organizzazione delle assemblee per la maggior parte concentrate sulla situazione della Palestina: nel pomeriggio di venerdì si è tenuta un’assemblea sulle donne e sulla Resistenza con il contributo di Antitesi Firenze. Le Assemblee convocate dal collettivo hanno visto la partecipazione di organizzazioni del territorio a favore della causa palestinese come Firenze per la Palestina, Giovani palestinesi, studenti per la Palestina e il centro popolare autogestito (cpa).
Oltre alle assemblee sono stati organizzati dei laboratori autogestiti dove i ragazzi hanno trattato di musica e street art e sono stati organizzati dei tornei sportivi tra i ragazzi dell’istituto. Ogni attività è stata seguita con forte partecipazione e presenza.
Abbiamo avuto modo di chiedere al preside le sue opinioni sull’occupazione ed il Sig. Cavari si è mostrato soddisfatto per la presenza di alcuni professori, per la sicurezza della scuola e per l’autogestione ottima degli studenti. Ha anche evidenziato che non ci sono stati particolari danni e non sono state presenti intrusioni di esterni all’istituto.
Inoltre ha sottolineato come gruppi di insegnanti si siano attivati per la sicurezza della scuola e degli studenti, sorvegliando la scuola anche durante la notte e partecipando alle varie assemblee organizzate degli studenti. Per il bene del loro istituto gli studenti occupanti si sono impegnati per la protezione del materiale scolastico e per la pulizia di tutti gli ambienti utilizzati.
Le sale di informatica e i laboratori sono stati messi in sicurezza chiudendo le entrate e le finestre, lo stesso è valso per il materiale al loro interno al quale è stata prestata una particolare attenzione; anche le aule dei professori sono state chiuse e rese inagibili durante tutto il periodo dell’occupazione per proteggere il materiale didattico.

Fine dell’occupazione
In data 1 novembre 2025 gli studenti dell’istituto Gobetti-Volta restituiscono al dirigente scolastico e al personale docente e ATA gli spazi occupati. Durante questi giorni abbiamo avuto l’occasione di tenere assemblee riguardanti temi inerenti alle motivazioni dell’occupazione, invitando esperti e associazioni del territorio fiorentino. Inoltre riteniamo che questi momenti abbiano contribuito all’unione tra i ragazzi, essi infatti hanno avuto l’occasione di collaborare tra di loro, ricreando la comunità studentesca del Gobetti-Volta che da anni non si faceva sentire. Lasciamo la scuola con più consapevolezza riguardo la causa che ci ha mossi.
Ribadiamo il nostro obiettivo di rendere la scuola non soltanto un luogo con uno scopo didattico ma, in quanto istituzione, un spazio di crescita civile e culturale, capace di sviluppare il loro pensiero critico e di sensibilizzare i ragazzi. Noi continueremo a portare avanti questa battaglia con tutti i mezzi necessari. Grazie all’appoggio dei ragazzi e di alcuni professori, che ci hanno sostenuto nella nostra scelta e hanno contribuito al mantenimento della scuola. Con la fine dell’occupazione si segna un nuovo inizio per gli studenti, i quali speriamo che tornino a scuola lunedì con una consapevolezza diversa riguardo al tema palestinese e una visione migliore della vita scolastica e delle relazioni che in essa vi si creano.













