Un gesto simbolico di solidarietà e umanità ha attraversato il cuore di Greve in Chianti. Ieri pomeriggio, Piazza Matteotti si è trasformata in un luogo di raccoglimento e speranza grazie all’iniziativa “Non un nome di meno”, già avviata nei giorni scorsi a Firenze, che ha portato in scena una staffetta di lettura collettiva dedicata ai bambini vittime del conflitto in Medio Oriente, di Hamas prima e dell’esercito israeliano poi, con oltre 20.000 bambini (50.000 tra uccisi e feriti, fonte Unicef) ammazzati dalle bombe slanciate sulla striscia di Gaza.
Il silenzio carico di emozione ha accompagnato la lettura dei nomi delle bambine e dei bambini uccisi dal 7 ottobre 2023, un elenco doloroso e necessario che ha restituito dignità e memoria a vite spezzate troppo presto. La comunità si è stretta attorno a questo gesto semplice ma potentissimo: pronunciare un nome significa impedire che venga dimenticato, significa trasformare il lutto in un atto di resistenza civile.
A dare voce ai piccoli, uno dopo l’altro, sono stati cittadini, studenti, insegnanti, genitori, associazioni, circoli e organizzazioni del territorio, uniti dalla volontà di lanciare un grido di pace che attraversi i confini. Un filo ideale che parte dal cardinale Zuppi, promotore di una catena di voci in tutta Italia, e arriva fino al cuore del Chianti, con lo stesso messaggio: la memoria è lo strumento più forte contro l’indifferenza.
L’evento è stato promosso dall’amministrazione comunale insieme a Greve per la Pace – Coordinamento associazioni e realtà locali per la pace, in collaborazione con Donne Insieme per la Pace Firenze. Hanno partecipato il Sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, la Vicesindaca Monica Toniazzi e l’attore e regista Massimo Salvianti, che hanno prestato la loro voce a questo momento.
Tra ritratti dei bambini di Gaza, occhi lucidi e pause di silenzio, la piazza ha respirato un’atmosfera intensa di commozione e riflessione. Non uno slogan, ma un gesto concreto: una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte e di porre al centro l’urgenza di pace, fratellanza e convivenza tra i popoli.
A Greve in Chianti, ieri, ogni nome pronunciato è stato una carezza di memoria e un impegno, collettivo e profondo, a non dimenticare.





