Un corteo silenzioso, ma molto partecipato, un migliaio di persone, ha ricordato oggi Eleonora Guidi, la 34enne uccisa con 24 coltellate un anno fa a Rufina (Firenze) dal compagno Lorenzo Innocenti.
“Siamo una comunità ancora molto segnata – dice il sindaco Daniele Venturi -. E poi c’è l’attesa che sta accompagnando i familiari e che in realtà viviamo tutti, per questa richiesta di giustizia. Un’attesa estenuante per loro che avrebbero bisogno di mettere un punto da cui ripartire. Invece sono tutti giorni a lottare” anche “per l’affidamento del bambino” che vive con la sorella di Eleonora, Elisabetta, presente alla commemorazione insieme alla madre, Cristina.
L’attesa è per il deposito della perizia psichiatrica su Innocenti, che dovrà stabilire se fosse in grado di intendere e volere quando commise il femminicidio e anche valutarne la pericolosità sociale. Il 37enne, accusato di omicidio aggravato, attualmente si trova ai domiciliari nel reparto psichiatrico dell’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri.
La giornata ha avuto inizio dai giardini davanti alla Coop di Rufina, dove era stato piantato un melograno in ricordo di Eleonor, vicino al bar dove lavorava la mamma, zona frequentata quotidianamente dalla 34enne. Da lì la marcia silenziosa è ripartita verso Montebonello, frazione di Pontassieve, dove c’era la casa in cui Eleonora ha vissuto da bambina. Nel giardino a fianco è stata inaugurata una panchina rossa in sua memoria e di tutte le donne vittime di violenza ed è stato piantato un leccio.
Poi il corteo si è diretto al cimitero di Rufina, qui sono stati lasciati dei fiori sulla tomba della giovane. La vicinanza della comunità “è tutto ciò che ci scalda il cuore in questo momento terribile, in questo buco nero in cui siamo entrati, infilati da un anno a questa parte”, le parole della sorella Elisabetta.
Alla commemorazione, oltre all’amministrazione comunale di Rufina erano presenti quelle di Pontassieve, Pelago e Dicomano. Lungo la strada, tanti fiocchi rossi.












