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Mezzo secolo di vita per il “Sindaco di Grassina”: auguri a Lorenzo Casebasse, perno antisismico della comunità!

Se volessimo fare un bel “regalo” al nostro neo 50enne, non apprezzatissimo ma di certa simpatia, metteremo in copertina una delle tante foto che lo immortalano di là dal poggio, ovvero all’Antella, dove lo si vede con sempre maggiore frequenza. Starà forse cercando casa sulle sponde dell’Isone? Impossibile, a conoscerlo. Lorenzo Casebasse è fedelissimo alle sue origini, un unico amore (se escludiamo Elisa ed i figli, ovviamente) che si chiama Grassina, di quelli viscerali che potrebbe stare in un film del Pieraccioni e di quelli talmente naturali da declinarsi in cento altre sfumature. 

Tutto questo per dirvi che oggi, venerdì 9 gennaio dell’anno 2026, il nostro Lorenzo Casebasse detto I’Loccia è arrivato alla soglia del mezzo secolo di esistenza. Sono cinquanta, cifra tonda, per il classe 1976. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, direbbe un noto toscano la cui storia d’amore con la propria patria è stata ben più travagliata di quella del Casebasse. Altro che selva oscura: per lui, rinominato anche “Sindaco di Grassina” in qualità di factotum e onnipresente nelle dinamiche locali, il paese delle Lavandaie è luce assoluta con sprazzi di divino. Al di là delle battute, il cui fondo di verità è innegabile, il Casebasse è uno di quei personaggi che sono perno antisismico di una comunità, riferimento diretto per tutto ciò che avviene in paese e spalla fondamentale per molti concittadini (e stranieri, come chi scrive): stiamo parlando di un uomo che si è fatto crescere la barba in maniera oltremodo visibile per interpretare al meglio la sua parte nelle scene della Rievocazione Storica della Passione di Cristo (è anche consigliere del CAT).

Un grassinese che mille ne pensa (e ne ha pensate) e mille ne fa (e ne ha fatte). Metterle insieme tutte è ardua ambizione, ne citiamo alcune: le raccolte fondi per gli alluvionati dell’Emilia Romagna e della Toscana, con tanto di viaggio verso la provincia di Forlì rimasta sott’acqua nel 2023; le raccolte fondi per sostenere l’associazionismo locale e le iniziative sociali come quella organizzata al campo sportivo di Grassina e al Teatro di Ponte a Ema per sostenere le cure del piccolo Francesco, affetto da una malattia rara; l’aiuto che ha dato anche a noi, redazione di Dai Colli Fiorentini, per la promozione e l’organizzazione delle proiezioni del film “A UFO” di Lorenzo Lombardi. I’Loccia è una bomba di energia, fonte rinnovabile di attivismo.

E ancora: l’impegno in politica, candidato consigliere comunale insieme a Per Una Cittadinanza Attiva e le giornate organizzate per ripulire i parchi urbani di Grassina. E vogliamo parlare della poiana di Harris e di Grassina in tv, alla “Vita in Diretta”: anche questo momento folcloristico ma memorabile è accaduto grazie a lui! 

Un connubio, quello tra l’uomo e le sue radici, che si è manifestato al meglio nella realizzazioni di contenuti editoriali: i’Loccia, per farla breve, ha scritto anche libri a più mani e si è sbattuto per raccogliere materiale che storicizzassero e fisassero nell’immaginario collettivo dei concittadini certi avvenimenti epocali. Come fu il covid: pensieri, parole e foto del lockdown e dell’epidemia pandemica riuniti nel libro “Oltre il Silenzio”, scritto insieme a Silvia Rabatti e Simone Bini, altri due grassinesi. 

Il capolavoro di “grassinismo” o “grassinità”, però, è stato il progetto “Grassina, viaggio verso casa”, redatto nel 2014, capace di riunire l’amore per il paese delle Lavandaie da ogni parte del globo: un libro con gli aneddoti di paese, scritto assieme ad Elisa Romanelli e Lisa Ghiandelli, progetto che ha portato alla vendita di oltre 1000 volumi, alla realizzazione di mostre, a ben 18.000 euro donati in beneficenza. 

Stasera, praticamente un altro e nuovo venerdì santo, il Casebasse festeggerà con mezzo paese i suoi 50 anni. Dove? Ovviamente tra le “mura amiche” di Grassina, assieme agli amici di tutta una vita, accomunati da una consapevolezza chiara: “Da qualunque parte del mondo si ritorni, quando ci appare il viale, ci si sente finalmente a casa”.

Auguri Loccia!

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