(ANSA) Tensioni a Firenze per la manifestazione contro il caro vita e il governo che dal pomeriggio di ieri, sabato 24 ottobre, ha sfilato nel centro cittadino e che è rimasto in stallo per ore: i manifestanti, fermi sul ponte Santa Trinita, hanno tentato di raggiungere via Tornabuoni, la strada delle vetrine del lusso considerata il salotto buono della città, ma le forze dell’ordine, con blindati e agenti in tenuta antisommossa, hanno bloccato loro l’accesso. Ci sono stati anche dei tentativi di mediazione da parte del consigliere comunale di Sinistra progetto Comune Dmitrij Palagi, in testa al corteo, con la proposta di dirigere la manifestazione verso la zona di San Lorenzo.
Così non è stato e la manifestazione si è praticamente conclusa intorno alle 21. Riguardo ai momenti di tensione, ci sono stati contatti tra manifestanti e forze dell’ordine, lancio di alcuni oggetti da parte dei partecipanti alla manifestazione e manganellate da parte degli agenti che hanno anche ferito almeno un ragazzo, colpito alla testa e portato via in ambulanza. Tensioni durate alcuni minuti a più riprese e poi rientrate ma i manifestanti, seppure ridottissimi rispetto alla manifestazione, alle 20 erano ancora presenti nella zona delimitata dalla Polizia.
La manifestazione, in una modalità fluida e comunicata all’ultimo momento attraverso i canali social, era stata promossa in tale forma per sfuggire al nuovo decreto legge sicurezza che ha introdotto, in poche ore, il nuovo reato di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”, rispondendo alle proteste di piazza con l’inasprimento delle pene. Quella di ieri, di fatto, era una manifestazione non autorizzata: motivo per il quale, sulla scia degli avvenimenti in altre città italiane, molti negozi del centro storico avevano preferito rimanere chiusi e sigillarsi dietro paratie installate nella notte tra venerdì e sabato.
Il corteo è iniziato nel primo pomeriggio in piazza Santa Maria Novella dove si sono radunate inizialmente alcune centinaia di persone. Nel corso di controlli da parte delle forze dell’ordine, una decina di persone sorprese con il passamontagna sono state accompagnate in questura per l’identificazione. Dopo una trattativa con le forze dell’ordine per poter svolgere un corteo, la manifestazione è partita in direzione piazza Santo Spirito e si è progressivamente ingrossata. Oltre un migliaio di persone ha sfilato pacificamente fino alla meta allo slogan ‘siamo tutti antifascisti’, e intonando cori contro il governo. Giunti in piazza Santo Spirito i manifestanti hanno deciso di proseguire la loro marcia cercando di raggiungere il ‘cuore’ della città e le strade dello shopping. Hanno però trovato la polizia a sbarrare l’ingresso a via Tornabuoni e al lungarno verso il Ponte Vecchio, finendo per accalcarsi sul ponte Santa Trinita, dove si sono registrati scontri e tensioni.
Intanto un gruppo di manifestanti di diversa estrazioni politica, che più volte ha intonato il coro ‘Italia, nazione, remigrazione’, anche al passaggio di alcune donne che indossavano il velo, si era intanto radunato in piazza della Repubblica, e poi si è diretto verso il corteo, ‘sfaldandosi’ progressivamente. Nessuna tensione o contatto si è comunque registrato con i manifestanti. In un altro caso, un altro gruppetto di simpatizzanti di destra si è avvicinata al corteo, nei pressi di via Tornabuoni, e ha intonato l’inno nazionale e sono stati poi invitati ad allontanarsi dalle forze dell’ordine.
E’ evidente che, il numero consistente di manifestanti, di tutte le generazioni, contro carovita e governo, dimostrano un malessere nazionale forte ed un disagio sociale alla base delle proteste che sarebbe da analizzare, oltre che da condannare con nuove norme repressive. Nel frattempo, inoltre, a Firenze continuano le occupazioni in numerosi istituiti superiori, finalizzate a sottolineare una crescente condizione di insoddisfazione tra i giovani, condizioni delle strutture scolastiche e del personale scolastico inadeguate e non solo.
