Si sono tenuti ieri pomeriggio, venerdì 15 maggio, i funerali di Marcia Rabinarison, 25 anni, nata in Madagascar, morta in seguito al parto. L’ultimo saluto, alla presenza di numerosi partecipanti, è avvenuto nella piccola chiesa di Panzano in Chianti dedicata a Santa Maria Assunta, nel Comune di Greve in Chianti, frazione del quale il compagno di Marcia è originario.
La cerimonia funebre si è svolta 15 giorni dopo la tragedia: Marcia, alla sua prima gravidanza, ha partorita la piccola figlia il 30 aprile, poi è deceduta all’ospedale San Giovanni di Dio il 1° maggio. Il compagno, 31 anni, successivamente ha sporto denuncia per omicidio colposo alla stazione dei Carabinieri di Legnaia. L’inchiesta, condotta da Christine Von Borries, ha anzitutto disposto l’autopsia, poi il primo passo dell’indagine: undici medici e un’ostetrica sono gli indagati per la morte della giovane madre. Tutti hanno ricevuto l’avviso di garanzia con “omicidio colposo” come ipotesi di reato.
Oltre all’ostetrica, gli indagati sono un chirurgo, sei ginecologi, quattro anestesisti.
Così, in una nota, l’Asl ricostruiva il drammatico avvenimento: ““è entrata in travaglio spontaneo ed è stata seguita dall’équipe ostetrica fino al parto, avvenuto regolarmente nella giornata del 30 aprile”. “Dalla comparsa dei primi segni di emorragia post partum, l’équipe multidisciplinare – ostetrici, anestesisti – rianimatori, chirurghi – ha operato in modo coordinato e continuo per l’intera durata dell’evento, applicando tutti i protocolli previsti per le emergenze ostetriche di questa gravità. L’imprevista insorgenza di ulteriori complicanze ha aggravato il quadro in maniera irreversibile”.
Ieri, dopo l’autopsia e la riconsegna del corpo alla famiglia, la comunità malgascia presente a Firenze e quella chiantigiana, hanno salutato per l’ultima volta la giovane madre tragicamente scomparsa.
