Quello che è accaduto a Lucia, soltanto pochi giorni fa, è grave ed allarmante, tale da generare un dibattito su sicurezza sociale, punibilità rispetto ai reati commessi e alla pericolosità di un soggetto ben noto alle Forze dell’Ordine eppure libero di agire indisturbato. Siamo a Pontassieve e Lucia, 42 anni e mamma di due figlie, è stata aggredita con violenza ingiustificata, in pieno giorno e in pieno centro.
La donna ha scelto di raccontare la sua versione dei fatti, documentata da video trasmessi ai Carabinieri, dopo l’uscita a mezzo stampa di ricostruzioni fantasiose. Le abbiamo dato voce.
Giovedì scorso, 30 ottobre, alle 18:00 circa, Lucia è entrata nella galleria di Piazza Cairoli diretta verso la Coop, nel mentre parlava al cellulare con sua sorella. Una chiacchierata in dialetto napoletano, dettaglio che sarebbe superfluo…non in questo caso: la donna aggredita, infatti, è originaria di Napoli e da otto anni vive a Pontassieve con la famiglia, trasferita per motivi professionali, conosciuta in paese poiché segretaria dell’unico ambulatorio medico del capoluogo comunale.
All’altezza dei carrelli della spesa impilati, fuori dalla Coop, l’episodio incriminato: sentendo la parlata partenopea, un uomo si è avvicinato a Lucia rivolgendole un “tornatene da dove sei venuta”. La donna, interdetta e incredula, ha risposto con un “ma ce l’hai con me”, pensando di aver interpretato male o non aver capito bene. Alla discriminazione territoriale e razziale si è aggiunta la violenza fisica: il soggetto ha insistito con un “qui sei solo un’ospite” ed ancor prima di terminare la frase ha scagliato un pugno repentino sul volto di Lucia.
Improvviso e impossibile da schivare o soltanto prevedere, tale da spaccare il naso della vittima.
Poi, come se niente fosse, si è recato dentro la Coop per fare la spesa. La donna, a quel punto, pur sanguinante e tramortita, ha mantenuto la lucidità, ha chiesto aiuto informando dell’accaduto ed ha tirato fuori il cellulare per riprendere il suo aggressore, inseguendolo dentro la Coop: “Mi ha sorpresa e dispiaciuto l’indifferenza dei clienti, filmavo l’uomo e chiedevo aiuto con il volto sanguinante ma non ho ricevuto supporto. Ringrazio ancora una volta, invece, il personale della Coop che mi ha assistito, portandomi del ghiaccio e chiamando Carabinieri e ambulanza. Sono tornata a ringraziarli personalmente il giorno successivo”.
Arrivati i Carabinieri, gli agenti si sono trovati di nuovo alle prese con un soggetto più e più volte fermato e denunciato ma sempre a piede libero perchè, magari, come nel caso raccontato, non c’è flagranza di reato. Lucia ha denunciato il suo aggressore (di 46 anni) ma dopo poche ore era già a spasso per Pontassieve e dopo alcuni giorni ne aveva già combinata un’altra; non è neanche la prima volta che attacca una persona in maniera violenta, era già successo settimane fa con vittima un signore anziano.
“Quante altre volte deve succedere perchè si intervenga in maniera risolutiva? Perchè quest’uomo chiaramente pericoloso è lasciato libero di circolare per il paese? Il risvolto psicologico è ovviamente presente ed ho paura, adesso, a girare sola, temo di incontrarlo di nuovo: sono stata attaccata perchè donna e perchè napoletana, è assurdo sentirsi minacciata ancora nel 2025. Un altro pensiero mi terrorizza però: e se capitasse alle mie figlie o ad altri adolescenti?
Lucia, dopo il trauma, è stata portata all’ospedale di Ponte a Niccheri in codice rosa, dedicato alla violenza sulle donne ed ha ricevuto (e riceverà) anche supporto psicologico: al pronto soccorso le hanno diagnosticato rottura del setto nasale e prognosi di 30 giorni. Stamani, mercoledì 5 novembre, le diranno se è necessario sottoporsi ad un’operazione. Intanto, però, ha voluto esporsi anche pubblicamente per raccontare come sono andate realmente le cose e per proteggere e mettere in allarme donne, ragazzi, concittadini pontassievesi che un fatto così deplorevole può succedere…anche sotto casa.
Le facciamo un grosso in bocca al lupo per una pronta guarigione, sperando almeno che questo grave episodio sia il definitivo campanello d’allarme per disinnescare certi avvenimenti e soggetti che minacciano la tranquillità di un paese.

