Nella cornice di “Libraccio” in via de Cerretani nel pieno centro di Firenze, la giornalista sportiva Michela Lanza presenta: “Le ricette casalinghe di mia madre”, ovvero la signora Roberta.

A presentare un altro cronista sportivo, il fiorentino Paolo Caselli, che cita Oscar Wilde (“Non riesco a sopportare chi non ama il cibo”). Nel primo volume, che parla di antipasti e primi, si parla di ricette toscane e campane, visto che il marito veniva dal Meridione. Una vera e propria “intervista” alla mamma, ogni giorno dietro ai fornelli. E così la figlia, giorno dopo giorno, si è appassionata ed ha imparato il “mestiere”. Due anni e mezzo di ricette e preparazioni, esperimenti e tentativi su tentativi. “Un po’ di pazienza di mamma c’è voluta”, scherza la sig.ra Roberta.
Il secondo volume è quasi già pronto per l’uscita. Manca solo di ricontrollare “i tempi di cottura”! Grande produttrice di pici toscani, la figlia Michela era sempre intenta a fotografare ogni passaggio. Ma c’è un MA. La mamma Roberta cucina sempre, rigorosamente in terrazza, per non “impuzzolentire” la cucina (ride, ndr). Anche quando ci sono due gradi fuori e il dottore sconsiglia di stare all’aperto… Cosa manca? La ricetta delle pappardelle al cinghiale! Tuttavia, non mancano parmigiana di melanzane e lasagne. Per la signora Roberta non c’è ricetta che non si possa fare: non esistono piatti facili e piatti difficili. La prova del nove per il funzionamento del libro c’è stata durante la rottura del tendine d’Achille della madre, ferma in casa per due mesi e mezzo, ma sempre con la stessa voglia e passione per la cucina.

Una brutta abitudine? Il frigo sempre vuoto. Quotidianamente si fa la spesa in casa Lanza! La parmigiana per il pizzaiolo più premiato di Firenze, Giovanni Santarpia. Uno scambio alla pari, si potrebbe dire. E la materia prima è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda l’olio, da buon toscani. “La cucina della nonna l’ho scoperta tramite mia madre”, afferma Michela, che purtroppo non ha mai avuto la fortuna di conoscere i propri nonni. Oggi manca sempre a tutti il tempo, e quindi nel libro ci sono anche delle ricette veloci, come i pici alle briciole. E le novità? Si ripudiano… più o meno. D’altronde stiamo sempre parlando di cucina casalinga, ovvero familiare. La tradizione al primo posto… niente sushi, insomma.
Le abitudini però possono cambiare di casa in casa, basta che il comun denominatore sia l’amore per il cibo. E le idee quindi arrivano anche dal di fuori: da Tavarnelle in Val di Pesa alle anziane signore di Pozzuoli. A Firenze c’è solitamente una carne più morbida, mentre a Vico Equense le braciole si fanno con la scoperchiatura di bistecca. Mentre per i primi di vuole il tipo di pasta giusta! Col salmone, ad esempio, ci vanno le farfalline.
La mamma è più per la cacio e burro; la figlia invece è più esigente… ma basta poco alla fine per trovarsi “nel mezzo del cammin”… del gusto! Il lesso rifatto con le cipolle? Grazie alla signora Roberta, non rimarrà nemmeno più sullo stomaco. E sul rapporto col vino? Ci vuole attenzione, soprattutto alle etichette dei supermercati. “Ma per me non esiste pasto senza un buon calice di vino”. Cannonau sardo con agnello? Meglio non esagerare, altrimenti le ripresa non è sempre così immediata. Il libro offre delle proposte, ma il pubblico ha la possibilità di modificarle a proprio piacimento, grazie alle pagine bianche dove prendere appunti.
Perché oggi i grandi chef sono tutti uomini? La risposta è difficile da dare, ma sicuramente la televisione ha costruito una specie di stereotipo. La donna cucina in casa, l’uomo in tv. Ma questo è un pregiudizio che andrebbe abbattuto. E, come diceva Virginia Wolf, “una persona non può amare bene se prima non ha mangiato bene”. Così si chiude la deliziosa chiacchierata de “Le ricette casalinghe di mia madre”, dove il cibo prende lo spazio dei pensieri. Una ricetta per la Fiorentina attuale? “Non c’è niente in questo libro di così poco saporito”. In generale, però, sono i fegatini alla umbra con le scorze di limone il vero piatto underground della cucina fiorentina.
