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L’Antella, gli amatori del CRC ed il bianco-celeste come una seconda pelle: Fede Matteini lascia il calcio giocato

Una sola fede, rigorosamente bianco-celeste, dall’inizio alla fine di questa storia calcistica: Federico Matteini e l’Antella, come una sorta di seconda pelle che lascia spazio soltanto all’egual passione per la Fiorentina. Col viola si parla di tifo, con la maglia a strisce verticali bianche e celesti l’affare è anche di campo e tacchetti, di gol ed esultanze. Tante in trent’anni di racconti. 

Martedì scorso, 5 maggio, è stata l’ultima presenza casalinga nella carriera di Federico Matteini, capitano simbolico degli amatori del CRC Antella. L’ingresso in campo, ad un quarto d’ora dalla fine, tra l’applauso della sua gente ed il coro “Fede dai ripensaci”. Le ultime corse, le ultime pedate prese. Il classe 1989 ha deciso di smettere e tra le mura amiche lo fa con un 3-3 sofferto e pirotecnico. Poi, dopo il triplice fischio finale, alle 23:00, l’omaggio dei tifosi antellesi: Fede in campo e la curva sugli spalti, per l’ultima volta divisi dalla rete.

Federico Matteini, infatti, antellese doc, oltre ad essere leader dello spogliatoio, è anche una delle figure più rappresentative del “tifo amatoriale” ovvero quel gruppo di ragazzi che ogni lunedì o martedì sera si ritrova per sostenere la squadra del Circolo. Adesso, appesi gli scarpini al chiodo, passerà con tutta probabilità ed in pianta stabile a lanciare i cori per i suoi ex compagni. 

Attaccante specializzato in gol di rapina – da qui il coro “Fede, fede inafferrabile” sull’intonazione della sigla di Lupin -, Matteini ha iniziato a giocare a calcio, nelle giovanili dell’Antella, quando correva l’anno 1995/96. Poi, dal 2010, l’arrivo negli amatori del CRC che non ha mai più lasciato. Fino a martedì 5 maggio. 

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