
Il ritrovo è fissato ai giardini antistanti la scuola Marconi di via Lilliano e Meoli, ore 9:30 di sabato mattina, guanti (da giardiniere) e mascherina (anti-covid).
Siamo all’ombra della Lavandaia, chiaramente.
Lorenzo ha coordinato l’operazione “Puliamo Grassina”, idea che ha velocemente trasformato in effettività: lui e il compaesano Cristian hanno già sanificato i giardini comunali in via Bikila, quelli alla Casa del Popolo di Grassina.
“C’erano ancora i coriandoli in terra da Carnevale, è passato più di un mese”.
Poi, dopo le segnalazioni e un video circolato su Facebook di sporcizia diffusa al parco della scuola elementare del paese, ha organizzato la seconda uscita. Stavolta più numerosa: Lisa, Simone, Lorenzo e Cristian, Samantha. A metà mattinata ecco anche l’altro Simone, dispensatore d’acqua e, una volta sul posto, rimasto a pulire.
“Siamo stanchi di vedere le aree di Grassina dove giocano i nostri figli invase da sporcizia che non viene rimossa. Ci vuole più senso civico e amore per il paese, ci vogliono sicuramente interventi di pulizia – da parte degli operatori ecologici – più risolutivi.”

Rastrelli, granate e palette, secchi e sacchi per raccogliere e portare via la “refurtiva”…che abbonda: trovati reperti che potremmo definire archeologici dal tempo immemore che hanno trascorso in natura, vasi, ciabatte e un ombrello (andavano in spiaggia?), una paletta, contenitori di plastica, oltre a brick di bibite e altro sudicio più comune. 
Il borro delle argille in particolare, adiacente all’area parcheggio della scuola, è da sempre luogo di scarico illegale e indiscriminato: qualche anno fa venne rinvenuto un motorino, di quelli che andavano nei primi anni 2000 ma ancora oggi il vizietto di scarico non sembra démodé.
“Continueremo a pulire le aree verdi di Grassina, mantenendo tra noi il distanziamento e con i DPI obbligatori. Chi vuole può unirsi ai prossimi appuntamenti di “Puliamo Grassina” che indicherò sul gruppo Facebook “Sei di Grassina se”, spiega Lorenzo.
In questo periodo di lavoro a singhiozzo e tempo libero, i grassinesi hanno trovato una maniera utile e produttiva di re-impiego, all’insegna di un senso civico declinato al tema ambientale che va, ogni volta sia possibile, sottolineato e rivitalizzato.
Saremmo in zona rossa e, pertanto, non potremmo uscire?
Si, giusto. Tuttavia la pulizia avviene in ampie aree esterne, alla stregua di un lavoro, sicuramente prezioso come un lavoro che spesso viene omesso. E, permetteteci, sempre meglio rimboccarsi le maniche per risolvere il problema – se in sicurezza come in tale caso – piuttosto di inveire contro il problema sbraitando sui social.














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