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Il Meyer di Firenze accoglie una neonata palestinese: è in prognosi riservata

L’ospedale pediatrico fiorentino torna ad accogliere una neonata originaria di Gaza, accompagnata solo dalla zia. La piccola, arrivata la notte scorsa, ha meno di un mese e al momento si trova ricoverata nella Terapia intensiva neonatale del Meyer in prognosi riservata. La bambina ha una complessa malformazione vascolare del collo che ne compromette la respirazione. Per questo, alla vigilia della missione che l’ha portata in Italia, l’AOU Meyer IRCCS ha modulato un’equipe calibrata sulle esigenze della piccola: a partire sono stati Simone Pancani, coordinatore delle attività umanitarie del pediatrico fiorentino, Fabio Panetta, anestesista, Roberto Baggi, responsabile dell’endoscopia respiratoria e Anna Petroni, infermiera specializzata di sala operatoria. Come sempre, il trasporto è stato organizzato nell’ambito di una missione della Protezione civile che ha attivato una operazione Medevac (Medical evacuation), il servizio di trasporto di persone ferite o con necessità di cure mediche.
 
Il momento più delicato è stato quello dell’intubazione, anche perché i medici sono stati costretti a eseguire la manovra a bordo dell’aereo. “L’intubazione è stata molto complessa – spiega il dottor Roberto Baggi – ma una volta eseguita, il viaggio è stato relativamente tranquillo”. Ora, come detto, la piccola si trova in terapia intensiva, affidata alle cure degli specialisti del reparto dedicato ai piccolissimi: le sue condizioni sono stabili, ma dovrà essere sottoposta a una lunga serie di accertamenti per capire la natura della malformazione e decidere come procedere. L’arrivo a destinazione è stato reso possibile dalla Cross e dalla Prefettura di Firenze.

Come accaduto in occasione degli altri corridoi umanitari, il Meyer si è attivato per accogliere la piccola e la famiglia: ad attenderli, come sempre, c’erano anche gli assistenti sociali e un mediatore linguistico messo a disposizione dalla Fondazione Meyer per agevolare la comunicazione con i medici.

“L’eccellenza della sanità toscana – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – si mette a disposizione, come sempre, di chi nel proprio paese non può ricevere cure adeguate. Non importa se si tratti di una guerra, di un cataclisma naturale o di altro ad impedirlo. La Toscana è pronta ad allargare ogni volta le proprie braccia. Lo fa da sempre con progetti di cooperazione sanitaria internazionale e continueremo a farlo, ispirati da equità, accesso universale e lotta alle disuguaglianze che sono alla base della sanità pubblica in cui crediamo”.

Questi viaggi sono sempre difficili e allo stesso tempo bellissimi, per la speranza che portano – commenta l’assessora al diritto alla salute Monia Monni, che era a bordo dell’aereo partito da Eilat. – Questo viaggio è stato reso possibile grazie a una grande collaborazione nazionale e internazionale ma anche perché su quel volo ci sono le nostre sanitarie e sanitari e i nostri volontari toscani”. “Al grande cuore della Toscana – prosegue – aggiungiamo la qualità delle cure della nostra sanità pubblica, dimostrata anche in questo caso dagli specialisti del Meyer”.

Oltre alla piccola neonata, la Toscana ha accolto altri tre bambini: un neonato e due sotto i due anni di vita che andranno alle Scotte e all’ospedale del Cuore di Massa.

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