Come accaduto in occasione degli altri corridoi umanitari, il Meyer si è attivato per accogliere la piccola e la famiglia: ad attenderli, come sempre, c’erano anche gli assistenti sociali e un mediatore linguistico messo a disposizione dalla Fondazione Meyer per agevolare la comunicazione con i medici.
“L’eccellenza della sanità toscana – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – si mette a disposizione, come sempre, di chi nel proprio paese non può ricevere cure adeguate. Non importa se si tratti di una guerra, di un cataclisma naturale o di altro ad impedirlo. La Toscana è pronta ad allargare ogni volta le proprie braccia. Lo fa da sempre con progetti di cooperazione sanitaria internazionale e continueremo a farlo, ispirati da equità, accesso universale e lotta alle disuguaglianze che sono alla base della sanità pubblica in cui crediamo”.
Questi viaggi sono sempre difficili e allo stesso tempo bellissimi, per la speranza che portano – commenta l’assessora al diritto alla salute Monia Monni, che era a bordo dell’aereo partito da Eilat. – Questo viaggio è stato reso possibile grazie a una grande collaborazione nazionale e internazionale ma anche perché su quel volo ci sono le nostre sanitarie e sanitari e i nostri volontari toscani”. “Al grande cuore della Toscana – prosegue – aggiungiamo la qualità delle cure della nostra sanità pubblica, dimostrata anche in questo caso dagli specialisti del Meyer”.
Oltre alla piccola neonata, la Toscana ha accolto altri tre bambini: un neonato e due sotto i due anni di vita che andranno alle Scotte e all’ospedale del Cuore di Massa.

