Il Gruppo “per il cambiamento” Greve in Chianti, rappresentato in consiglio comunale da Roberto Abate e Andrea Vito Cuscito, si esprime con la seguente nota rispetto al comunicato diffuso dal Comune di Greve in Chianti, relativo al provvedimento governativo di porre il tetto del 30% di bambini stranieri nelle scuole per ogni aula. Nel dettaglio:
“Dopo le dichiarazioni del Sindaco Paolo Sottani e dell’assessore comunale alla testata Dai Colli Fiorentini, è necessario fare chiarezza. Parlare di chiusura o smantellamento della scuola primaria “Dante Alighieri” di Panzano è un allarme infondato. Agita famiglie e insegnanti senza corrispondere al testo della norma.
L’Amministrazione comunale ha investito sul plesso: è un fatto positivo. Ma su questo decreto è meglio “studiare” il provvedimento, invece di lanciare messaggi che non stanno in piedi.
Il tetto del 30% non riguarda “gli alunni stranieri” in generale. Riguarda gli alunni non italofoni: chi non ha ancora una conoscenza dell’italiano sufficiente per seguire le lezioni.
Non entrano nel conteggio:
• i bambini nati in Italia;
• chi ha frequentato la scuola dell’infanzia qui;
• chi è già inserito nel percorso scolastico italiano.
Quindi il dato del 52% (o anche più alto) di alunni con cittadinanza straniera a Panzano non è la percentuale su cui si applica il limite. Confondere passaporto e lingua è l’errore di partenza. La regola vale per le nuove iscrizioni e per le prime classi. Non si smontano le classi già formate. Nessun “gioco a Tetris” sui bambini che già frequentano.
Il decreto prevede deroghe per comuni montani, piccoli borghi e territori dove la distribuzione della popolazione rende impossibile rispettare il 30% senza mandare i bambini lontano da casa. Panzano in Chianti è esattamente questo caso. Il diritto allo studio di prossimità resta. Nessun alunno deve fare chilometri per una scuola lontana.
Per le scuole con forte complessità linguistica il Ministero ha previsto un fondo straordinario di oltre 14 milioni di euro: corsi intensivi di italiano, alfabetizzazione, docenti di potenziamento. Più strumenti, non meno scuola.
Evitare le “classi ghetto” — aule in cui troppi bambini non capiscono l’italiano e la didattica rallenta per tutti — tuteli sia gli alunni italiani sia quelli stranieri e sia gli insegnanti nel mandare avanti il loro programma. L’obiettivo dichiarato è integrare, non isolare. La scuola di Panzano non rischia di chiudere. Chi amministra farebbe meglio a leggere e “studiare” il decreto e a spiegare i fatti, invece di seminare paure che i numeri e le norme non sostengono.
Invitiamo il sindaco Sottani e la sua giunta a superare i pregiudizi politici di parte: la qualità dell’istruzione dei bambini di Greve in Chianti e delle sue frazioni si tutela con una reale programmazione e con il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano, non sventolando bandiere ideologiche che danneggiano il territorio.”



