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Gli 80 anni di Piero, una vita con la racchetta in mano…dedicata al Tennis Antella!

La militanza sportiva di un uomo conosciuto da tutti in paese, le generazioni passate dai suoi insegnamenti fino al recente effetto Sinner. Il tennis, all’Antella, fa rima con Piero! 

Ci sono persone che, con il tempo, diventano vere e proprie istituzioni, si mischiano alla geografia dei luoghi e si associano a fondamentali pilastri locali, anche se leggermente più mobili di monumenti o statue. Basta una parola…e tutti hanno già capito di chi stiamo parlando: è il caso del nostro Piero che, all’Antella, non ha copie né doppioni. C’è solo l’originale, rigorosamente con capello argentato: Piero Calvelli, istruttore di tennis di almeno 4 generazioni di antellesi, sui campi del Circolo Mcl dal 1982. 

Praticamente metà vita trascorsa al “Tennis Antella”, che proprio in quegli anni nasceva, assoldando il Calvelli come riferimento tecnico del nuovo progetto. La notizia più importante, tuttavia, è un’altra, sempre anagrafica: il 4 dicembre 2025 Piero Calvelli, per tutti solamente Piero, soprannominato dai suoi ragazzi Pedro, ha spento 80 candeline. Cifra tonda. Diamo i numeri? E va bene: otto decenni di esistenza, almeno sette passati con la racchetta in mano, più di sei come insegnante di tennis, di cui quattro proprio all’Antella. Un qualcosa che va oltre la semplice passione per lo sport.

Auguri Piero. Siamo stati a trovarlo e ci ha raccontato come si sente in qualità di nonno pensionato che non molla la racchetta neanche sotto tortura. Anzitutto il Tennis Antella gli ha riservato un bel compleanno, con tanto di mega palloncini dorati che riportavano la veneranda cifra dei suoi nuovi anni. Piero ha sfiorato la guerra – è nato a dicembre 1945 -, è cresciuto durante il boom economico ed è stato forgiato dalla passione tennistica propria di famiglia: tennista il padre, tennista il fratello Antonio, tennista sarebbe stato poi anche il figlio Massimo, che è stato 255° del mondo, divenuto grande giocatore a livello giovanile proprio all’Antella (e poi al Match Ball), prima di dedicarsi agli studi a 22 anni (è stato professionalmente ex Ceo Atp, trasferitosi da Luglio presso Gruppo Americano).

Piero è stato giocatore non professionista, ha allenato al Match Ball di Casamonti, prima di imboccare via di Ritortoli direzione Antella, dove è approdato nel 1982 e da dove non se ne è più andato: giocava, lavorava ed allenava. Facevo l’impiegato alle Poste, staccavo alle 13:00 e poi mi dedicavo al tennis. Sono andato in pensione nei primi anni 2000”. 

Parallelamente alla storia del secondo Novecento, Piero ha vissuto tutte le fasi del tennis italiano che ripercorre con noi: il primo boom coinciso con la vittoria della Coppa Davis 1976 con i fantastici quattro Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti, trionfo che portò alla fondazione di tantissimi circoli sportivi dedicati al tennis. Dunque l’era Panatta, il tennis che cambiava via via, gli anni ’90 con Gaudenzi e l’exploit femminile del nuovo millennio con Schiavone, Pennetta, Vinci, Errani. Passando per Volandri e Fognini fino all’era d’oro di oggi. 

L’effetto Sinner è arrivato anche al Tennis Antella? Eccome, il tennis è tornato uno sport popolare e le iscrizioni sono aumentate. La federazione, guidata dal presidente Binaghi, nel corso degli anni, ha lavorato bene ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Quali sono le soddisfazioni più grandi del Piero allenatore? Sono usciti giocatori professionisti dall’Antella?
“Si, anche se il nostro Circolo è piccolo e non può ingrandirsi a causa di vincoli paesaggistici legati alla vicinanza con Misericordia e Cimitero. Per questo, poi, nel crescere, molti giovani promettenti sono andati altrove: all’Antella hanno mosso i primi passi mio figlio Massimo ed Elia Grossi, entrambi giocatori Atp, cito anche Tommaso Lapucci, che è stato 2° categoria. Tuttavia questo luogo di sport e socialità è una realtà sana, dove intere di generazioni sono cresciute, dobbiamo ringraziare anche il presidente Paolo Baldini per questo.“

Oggi quanti iscritti ha il Tennis Antella?
“Circa 50, ragazze e ragazzi dai 5 ai 16 anni”. 

E il neo-ottantenne Piero che ruolo ricopre?
“Oggi non alleno praticamente più, qui ho le mie radici e qui vengo ogni giorno: organizzo i rodei estivi” che piacciono tanto e sono il coordinatore dell’area tecnica mentre gli istruttori sono Daniele e Lucrezia. “

A quando la pensione definitiva?
“Ancora mi diverto e dò il mio contributo, altro che pensione…”

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