Il Comune di Firenze ha aperto le porte del cantiere tranviario ai cittadini, coinvolgendo i fiorentini nelle dinamiche della maxi infrastruttura. Uno sforzo encomiabile, al di là delle frange del tifo “tramvia si / tramvia no” finalizzato ad informare la cittadinanza in maniera trasparente e costruttiva. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Firenze nel contesto di “Future 4 Cities” per la settimana europea della mobilità 2025 con due tour guidati all’interno dei punti meno visibili della linea 3.2.1 che raggiungerà il capoluogo ripolese.
La linea Libertà – Bagno a Ripoli, finanziata con fondi PNRR, dovrà concludersi in maniera perentoria entro il 2026, motivo per il quale il cantiere viaggia a ritmi serrati, andando ad impattare in maniera importante sulla rete viaria cittadina. Successivamente alla 3.2.1, prenderà il via il cantiere per la realizzazione della linea 3.2.2 Libertà – Rovezzano, il cui progetto definitivo è stato approvato poche settimane fa.
Questa mattina, sabato 20 settembre, si sono svolti due tour tra i cantieri al confine tra Firenze e Bagno a Ripoli: coinvolti circa 60 cittadini che in maniera autonoma si sono iscritti online alla possibilità di partecipare all’iniziativa, suddivisi in due momenti, alle ore 9:30 e successivamente alle 11:30 per il secondo turno. Accompagnati dall’assessore alla mobilità di Firenze Andrea Giorgio, dai rappresentanti della ditta di costruzione CMB e dal RUP del Comune di Firenze per l’appalto in oggetto Michele Priore. E’ stato quest’ultimo, in particolare, a dettagliare le caratteristiche tecniche delle aree osservate, del sistema tramviario e, infine, a rispondere alle domande dei presenti.
Con tanto di trasporto dei partecipanti all’interno di un bus scortato dalla Polizia Municipale, muniti di casco e pettorina alta-visibilità, i cittadini sono stati condotti al capolinea di Bagno a Ripoli, sui binari che attraversano viale Europa fino al parcheggio scambiatore del Viola Park, al nuovo deposito che sorgerà dietro il cimitero del Pino sempre su territorio ripolese e, infine, all’interno del cantiere per la realizzazione del nuovo ponte stradale che devierà il traffico viario su via di Villamagna. Come ricordato da Giorgio e Priore, la tramvia è solo una parte dell’infrastruttura che prevede la riorganizzazione e sostituzione di tutti i sottoservizi, interventi complicati che richiedono scavi e tempo.
Alcune curiosità
I mezzi, lunghi 32 metri, saranno 16 per la linea 3.2.1 che raggiunge Bagno a Ripoli e 14, successivi, per la linea Libertà – Rovezzano. Tutti e 30 i mezzi, quando sarà conclusa e operativa anche la 3.2.2, saranno ricoverati a fine turno nel deposito di Bagno a Ripoli che oggi è in costruzione: qui verrà effettuato lo stoccaggio dei mezzi all’interno del nuovo magazzino-deposito e, in più, sarà realizzata un’officina dove si effettuerà manutenzione ordinaria e periodica di ciascun “treno”.
Ciascun mezzo necessita di un check con una serie di azioni mirate ogni 3 giorni, ecco perchè l’officina è una parte fondamentale della tramvia. Altra informazione: il deposito attualmente in costruzione ospiterà i 16 mezzi della linea 3.2.1 mentre verrà costruito un ampliamento, successivamente, per i 14 convogli della linea 3.2.2. La tramvia entrerà nel deposito percorrendo i binari che conducono direttamente all’interno della struttura.
Il nuovo ponte, invece, sarà stradale: vi passeranno le auto mentre la tramvia transiterà dal Ponte Da Verrazzano. Il ponte è costituito da una struttura in alveo che sorreggerà due campate saldate direttamente sul cantiere, realizzate in corten (non sarà il colore finale). Per il momento il ponte è assemblato in maniera orizzontale e si provvederà a posizionarlo da riva a riva dell’Arno probabilmente a gennaio, sarà concluso a giugno e diventerà successivamente percorribile per consentire i lavori sul Ponte Da Verrazzano e dirottare il traffico. Il ponte sarà costruito su tre corsie percorribili (due in entrata, una in uscita dalla città), avrà due piste ciclabili e due marciapiedi.
La linea T3, comprendente 3.2.1 e 3.2.2 ha una caratteristica sicuramente virtuosa: su alcuni tratti del tracciato non avrà catenarie e palificazioni e, pertanto, risulta meno impattante esteticamente. I tram si alimenteranno sia mediante catenarie, sia mediante batterie a bordo per i tragitti senza palificazioni: le batterie poi si ricaricheranno nei tratti provvisti di linee aeree. Tale “upgrade” rispetto alle linee T1 e T2, tuttavia, non consentono ai 30 tram di cui sopra di viaggiare su altre linee, rendendo non integrata perfettamente la rete tramviaria: per questo il Comune di Firenze ha già chiesto un finanziamento per “aggiornare” con mezzi a batteria anche le prime linee costruite e già operative.
Il Comune di Firenze, inoltre, sta pensando ad altri momenti di apertura e coinvolgimento della popolazione all’interno dei cantieri in corso.









