(ANSA) – FIRENZE, 14 MAR – Volto coperto e parte superiore del corpo totalmente nuda. La protesta femminista è avvenuta questo pomeriggio sotto Palazzo Vecchio, mentre era in corso il consiglio comunale, da parte dell’associazione femminista ‘Non una di meno’.
“Ogni 8 del mese, da ormai un anno, piazza Santissima Annunziata è diventato il luogo in cui ritrovarsi per ricordare le donne uccise per mano di un marito, compagno, fidanzato, familiare. Uomini che le vedevano come un oggetto da possedere tanto nella vita quanto nella morte. Per ricordare ogni femminicidio e transicidio, viene simbolicamente appeso un lucchetto e un fazzoletto fucsia – un pañuelo, simbolo della lotta femminista – che riporta il nome e la data in cui quella vita è stata interrotta da un atto violento”.
“Martedì 8 marzo 2022 – prosegue il comunicato delle attiviste – durante la manifestazione per lo sciopero femminista e transfemminista, a Firenze in piazza Santissima Annunziata c’erano più di 120 lucchetti e pañuelos. La mattina dopo non c’erano più: erano stati rimossi il 9 mattina dai vigili urbani, armati di flessibile. Oggi abbiamo scelto di essere sotto il consiglio comunale, nello stesso momento in cui in aula un Question time domanda chi e perché ha rimosso quei lucchetti”.
Le manifestanti si sono coperte integralmente il volto, scoprendosi la parte superiore del corpo.
“Abbiamo scelto – hanno spiegato – di esserci non col nostro volto, ma coi nostri corpi. Perché la violenza vissuta da una, ci riguarda tutte. Perché il decoro non giustifica la cancellazione della memoria dei femminicidi. Perché siamo sempre noi ad essere considerate indecorose: troppo libere, troppo silenziose, troppo svestite, troppo pudiche, troppo irriverenti. Anche da morte. Anche quando un lucchetto ricorda che siamo state uccise”. (ANSA).







