Certi problemi, anche se già sollevati ed affrontati, tornano ciclicamente a far capolino in una città come Firenze, dove l’assalto turistico oscilla tra l’essere benedizione ed essere piaga, a giorni e stagioni alterni. Il Corriere Fiorentino, sensibile al concetto di “turismo mordi e fuggi” aveva trattato l’argomento con numerosi articoli nell’ormai lontano 2018, nell’era pre-covid. Poi, appunto, l’avvento pandemico che aveva smascherato l’identità di una città votata al “credo” turistico e l’illusione di ripensare la vita nel centro storico, presto disattesa per far nuovamente spazio alle fiumane indiscriminate di “gruppi” in questo post-virus. Con tutto ciò che una così ampia mole di persone comporta: tra i problemi di questo consumismo turistico vi è quello dei mezzi di trasporto che conducono in città i visitatori, degli spazi utilizzati e della mole dei mezzi.
La scena che vi mostriamo in foto, immortalata da un nostro lettore, ci riporta indietro di qualche anno, non è una novità e indegna gli automobilisti: in via Lungarno Pecori Giraldi, maxi pullman turistici sono parcheggiati addirittura in tripla fila, invadendo, anzi occupando totalmente la corsia che dovrebbe percorrere chi arriva dalla Biblioteca Nazionale di Firenze e generando code, blocco del traffico nelle ore di punta, infine pericolo per gli intrecci stradali rispetto a chi percorre i viali di circonvallazione.
Una fila di bus, poi la seconda, infine la terza. Si contano 8-9-10 mezzi da 50 posti l’uno che si avvicendano, uno parte per un altro che arriva…e la somma aumenta: un pomeriggio infrasettimanale qualsiasi di Marzo, la nostra città affollata di gite scolastiche e non solo, l’ampio marciapiede totalmente reso inagibile con l’aggravante di obbligare pedoni e podisti a camminare o correre per strada. Il caos.
In questo modello di sviluppo socio-economico che genera cortocircuiti e paradossi, per non farsi mancare niente, i pullman tengono il motore acceso per l’intero tempo di sosta. Tale situazione di parcheggio indiscriminato e selvaggio, anche oltre i dieci minuti consentiti, è ben conosciuto da Palazzo Vecchio, anche grazie all’inchiesta di Repubblica risalente al 2023 che aveva spinto il sindaco Nardella a chiedere alla Polizia Municipale controlli più stringenti e severi. Il deterrente del contrassegno, con il quale si monitora l’ingresso in città dei grandi mezzi, non è sufficiente a mitigare il problema. In tal senso il nuovo sistema di scudo verde con i 77 varchi intorno alla città dovrà porre nuove limitazioni agli ingressi irregolari dei bus turistici.





