Tempi dilatati per un chilometro in più, attese da quasi mezzora per arrivare al punto prestabilito ed il nervosismo che sale per ogni minuto in più di lavoro perso (e mancato servizio).
Ci sono giorni, come quello di oggi, dove la situazione è davvero insostenibile: siamo alla stazione centrale di Firenze, piazza Santa Maria Novella, dove il tilt del traffico è talmente marcato che le auto in coda sono diventate elementi di arredo: lì, incolonnate, passi da tartaruga aspettando un semaforo verde che non disincastra il quadro immobile. Come mai? Sono i tassisti a risponderci e a sollecitare ascolto e intervento istituzionale per sbrogliare il nodo: la superficie dedicata alle auto è diminuita con l’avvento delle tramvie, per di più i semafori non sono stati settati in maniera intelligente: il rosso ferma auto e scooter con il passaggio dei convogli ma scatta anche quando i binari della tramvia sono deserti, rallentando inutilmente il tutto.
Nel video che vi mostriamo, la fila indiana di mezzi non accetta che una lunga attesa e un’altrettanto grande pazienza: un tassista fermo in via Alamanni deve percorrere tutto il giro per raggiungere il luogo adibito alla salita dei passeggeri, impiegando 20-25 minuti circa; stessa cosa per i taxi che devono percorrere, da piazza dell’unità d’Italia, tutta la strada che fronteggia la stazione, passa davanti al Mc Donalds, fino al semaforo prima di piazza Adua dove può svoltare a sinistra. Altri 20-25 minuti di attesa. E intanto i taxi sono vuoti e le persone devono aspettare, se hanno pazienza, altrimenti cambiano programma. Alcuni tassisti ci hanno contattato, proprio per sottolineare una situazione che si ripete con frequenza: “700 taxi al giorno che percorrono un chilometro in più con questi tempi in termini di minuti, sai quanto inquinamento in più produciamo? E la Firenze green?”.
“A volte basterebbe poco, una preferenziale promiscua oppure un semaforo intelligente regolato con svolta a sinistra, come nel caso di piazza della Stazione, per farci raggiungere la via dedicata ai taxi senza dover effettuare tutto il giro. Poi sentiamo spesso lamentele su un numero non idoneo di taxi, ma chiediamoci: mancano i taxi o ci troviamo in una città dove la viabilità non è adeguata per consentire ai tassisti di svolgere un servizio decente?”.
A tal proposito Fabrizio Conti di Uritaxi dichiara che la sua associazione di categoria è disposta anche ad un tavolo tecnico serio e costruttivo per studiare insieme ai tecnici soluzioni per poter provare a migliorare la situazione, e prevenire condizioni di mancato guadagno e mancato servizio all’utente.
Tassisti a cui si affiancano altri professionisti nell’ambito della mobilità cittadina che denunciano, con fatti netti, una situazione non semplice: i sindacati hanno riportato la notizia che, da inizio 2026, sono circa 50 le dimissioni di conducenti del trasporto pubblico locale solo su Firenze. “Un segnale preciso per un lavoro usurante, pieno di rischi, responsabilità, sacrifici e stress, aggravato dalle discussioni con l’utenza e da un senso di abbandono.”
