C’è chi resiste e chi, invece, è costretto ad abbassare la saracinesca. Per sempre.
Sul bancone dell’Alimentari CI-BE nel quartiere di Campo di Marte, a Firenze, per gli ultimi giorni di apertura si leggeva un avviso irreversibile ed ovviamente malinconico. Una data di non ritorno capace di generare una riflessione sociale ormai consueta, quando si tratta di chiusure e bandoni tirati giù relativi alla piccola distribuzione, al commercio al dettaglio, al tessuto economico impoverito dei nostri quartieri e di una città che si spopola: «Avvertiamo la gentile clientela che il 31 di ottobre il negozio chiuderà!!»
Sabato scorso, 31 di ottobre, è stato l’ultimo giorno di apertura per l’Alimentari CI-BE, dopo 23 anni di aperture quotidiane, situato in via Pimentel 7/R a Firenze, zona Cure. Queste le parole messe nero su bianco dai titolari della bottega di quartiere:
“23 anni sono volati tra un prosciutto, una forma di formaggio da tagliare, risate e qualche cassa da scaricare in fretta.
Purtroppo, i tempi che corrono e le difficoltà economiche di questi ultimi anni ci hanno messo a dura prova, portandoci di fronte ad una scelta difficile: è arrivato per noi il momento di abbassare la saracinesca del nostro negozio per l’ultima volta; nonostante l’impegno e la passione messi ogni giorno, andare avanti è diventato insostenibile.
Prima di chiudere, però ci teniamo a ringraziarvi di cuore, in tutti questi anni siete stati molto più di un semplice cliente.
Chiudiamo questa porta con un po’ di amarezza, ma con il sorriso e la gratitudine per aver condiviso questa bellissima avventura insieme a persone speciali come voi.
Grazie di cuore!
A Firenze, tra il 2019 e il 2025, si stima la perdita di oltre 1.200 botteghe e negozi di vicinato (pari a una riduzione del 17,7%): a soffrire di più la concorrenza di grande distribuzione, il commercio online ed il cambio di abitudini accelerato dal covid19 proprio esercizi come Alimentari ma, anche, negozi di abbigliamento e di artigianato.



