“Così volle la natura, così insegna la tradizione. Davanti a una zebra, chi comanda è il leone“, si è aperta così Fiorentina-Juventus, posticipo dell’11° turno di Serie A. Una coreografia con la testa del Re della Savana e la scritta a fianco “Undici Leoni“, come recita uno dei cori più cantati dalla Curva Fiesole. Franchi riempito da 23mila spettatori per un match che a Firenze vale sempre tanto, a prescindere da tutto.
Pellegrino “mitraglia”, l’impatto è perfetto
Vanoli, per affrontare Spalletti, “osa”, si lascia andare, lui tecnico che predilige un calcio più difensivo. 4-2-3-1 con Pedro Goncalves dietro alla punta… ed è proprio il centravanti ad aprire le marcature subito al 4′ con un’incornata da calcio d’angolo. “Mitraglia” alla Batistuta – a proposito di (Re) Leone… – sotto al parterre di tribuna e 1-0 con Pellegrino alla prima occasione del match. L’attaccante argentino è ispirato e ci riprova di testa dieci minuti dopo, ma ha meno fortuna, come Mastantuono, “murato” da Lucumì al momento del tiro dopo una fresca ripartenza. De Gea la prima parata la compie al ventesimo, quando respinge senza timore una botta dalla distanza di Cabal; mentre non può niente al quasi tap-in di Woltemade, colpevolmente senza marcatura in area di rigore. Ma tutto nasce da una svista, da un stop mancato di Viery su un lancio di McKennie. I bianconeri insistono ed è sempre il tedesco a rendersi pericoloso con un sinistro che trova la risposta coi piedi di De Gea. Goncalves manca la girata a due passi da Vicario, la Juve è graziata e si va 1-1 all’intervallo.
Njie per tre, ma De Gea nega due punti alla Fiorentina
Nessun cambio per i Viola, che iniziano la ripresa con gli stessi undici del primo tempo. E così la Fiorentina si ripete: ancora in rete a inizio tempo. Njie trova il tris dopo i centri con Atalanta e Sassuolo: un gol facilissimo questo, dopo una mischia da far west in area juventina. Ma anche stavolta, la porta viola si sguarnisce facilmente. Bremer approfitta dell’indecisione di De Gea sui palloni alti e fa pari con Pellegrino con i gol da corner. Nel corso della ripresa, prende la scena anche l’arbitro Colombo, fischiando falli discutibili, ricorrendo a cartellini sporadici (quando la Juve fa sistematicamente fallo tattico, ndr) ed alimentando un clima di nervosismo in campo. Nel finale, arrembaggio viola con i neo entrati che provano a trovare qualche varco, ma sia Gnonto che Beto non riescono a sfondare. Ai punti avrebbe meritato la Fiorentina, ma per trovare la prima vittoria in casa del campionato si deve ancora attendere: al Franchi è 2-2.
Le PAGELLE: De Gea è il peggiore dei suoi
DE GEA 4,5: respinge bene su Cabal da fuori area, ma è impreciso col pugno a scacciare il corner seguente. Le uscite non sono mai state il suo forte. Non riesce a tuffarsi sul destro di Woltemade, troppo facile per la Juve trovare il centravanti così. E’ invece reattivo a fermare il tedesco col piede poco dopo il gol del pari. Tuttavia, la sua indecisione nelle uscite alte, lo punisce nuovamente: Bremer lo beffa approfittando della sua incertezza. Ma “Esco, o non esco?” lo canta già Calcutta… Fa strano dirlo, ma per una volta è il peggiore della Fiorentina.
JIMENEZ 6: si propone subito con Mastantuono per un contropiede che non gode di altrettanta fortuna. La Juve offende solo dalla parte opposta, dunque è difficile giudicare la sua fase difensiva, anche perché sono più le volte che si presenta in attacco. Ma quando lo fa, crea sempre un caos “genuino”: è così che arriva il nuovo vantaggio viola, da un suo traversone respinto male da Vicario.
Viery stecca e… si rimpiange Pongracic
VIERY 5: accompagna le palle ferme, arrivando a mettere buoni cross nell’area di Vicario. Ma lo stop mancato sul lancio di McKennie lo paga lui e De Gea, bucato da Woltemade dopo un’abile giocata di Kolo Muani. Gioca in apnea e spesso si trova in ritardo, l’ambientamento al campionato italiano pare non esser ancora finito.
DRAGUSIN 5,5: partita complicata, alle prese con un marcantonio come Woltemade. A differenza del suo collega di reparto, “scivola” meno sulla fascia, rimanendo al centro a braccare l’ex Bundesliga e, quando capita, gli accentramenti di Kolo Muani. Troverebbe il gol del 3-2 da angolo, ma con due mani sulle spalle di Bremer: peccato, per una spinta lieve gli viene spezzato l’urlo in gola.
JOAO MARIO 5,5: sente la partita, è un ex, sia nel bene che nel male. Frizzantino quando sale sulla fascia, distratto quando Kolo Muani lo punta. L’emozione gli gioca brutti scherzi. Emblematico il cross sballato da ottima posizione al 90′ scoccato.
Oulai bene solo a metà
OULAI 6,5: schierato a sorpresa dal 1′ al posto di Fagioli, nel primo tempo però si nota poco e sembra ancora fuori dai “giri” della squadra di Vanoli. Ammonizione ingenua ad inizio ripresa dopo una serpentina che stava per sorprendere la retroguardia juventina. Con il passare dei minuti, salgono anche i suoi giri e si svela una curiosità: nonostante le corte leve (1,73 m) riesce ad arpionare palloni che sembrerebbero persi. Dal 65′ FAGIOLI 6, che si piazza esattamente a metà fra difesa e centrocampo: con lui la Fiorentina “torna” al 4-3-3.
NDOUR 5,5: in difficoltà oggi senza Brescianini e Fagioli a “coprirlo” e il dialogo con il collega di reparto è molto povero. Perde troppi tempi di gioco, raffreddando il feeling fra Goncalves e Pellegrino. Non è aggressivo al punto giusto, ma a quanto pare per l’allenatore è inamovibile.
La Fiorentina ha fantasia, la fantasia è albiceleste
MASTANTUONO 7: ottima la sgroppata dopo 10′, quasi micidiale, peccato per il mezzo tempo perso al momento del tiro. E’ sempre lui il pericolo n°1 per i difensori bianconeri, con il suo dribbling ipnotizzante, difficile da prevedere. Pericoloso anche quando batte gli angoli: prova varie soluzioni, dal tiro secco, al cross morbido, alla battuta corta ed è proprio da corner che trova la testa di Dragusin. Colombo fischia però annullando il 3-2 viola.
GONCALVES 6: finalmente Vanoli lo ha “rischiato” dall’inizio, cambiando anche il modulo. Da 4-3-3 a 4-2-3-1. Non certo una rivoluzione, ma per come era entrato a Reggio Emilia era impossibile tenerlo ancora in panchina. Cicca un gol praticamente fatto dopo un recupero palla nell’area della Juve… Dal 65′ BRESCIANINI 6, si presuppone per provare a mantenere il ritrovato vantaggio. Non passa un minuto che sia uno che gli ospiti trovano il secondo pari. Porta comunque equilibrio in mediana e anche un tiro rasoterra che impegna Vicario.
NJIE 6,5: il meno “in palla” dell’attacco, mostra più insicurezza rispetto alle gare con Atalanta e Sassuolo. Spalletti se ne accorge e chiede ai suoi di spingere esclusivamente sulla destra. Serve un guizzo, uno squillo, ciò che sta diventando una piacevole abitudine per l’ex Toro abituato a correre tanto ma segnare assai poco. E’ il più lesto ad approfittare della mischia che porta al 2-1 gigliato. GNONTO dal 86′ s.v.
Che grinta Pellegrino!
PELLEGRINO 7,5: nel pre-partita, aveva detto: “Voglio segnare alla Juventus, mi ispiro ai gol di Batistuta”. Pronti, via insacca di testa e fa la “mitraglia” godendo come un matto. E’ in serata e lo dimostra anche l’ammonizione fatta rimediare a Bremer, dopo aver “girato”. Stoppa addirittura Kolo Muani nella sua area di rigore, ha grinta da vendere. Il colpo di testa è la sua specialità e lo ripropone anche allo scoccare dell’intervallo. Un secondo tempo più nell’ombra, ma rimane il migliore dei suoi. BETO s.v. (dal 86′) si gira d’istinto a tempo quasi scaduto ma non trova lo specchio. Difficile che troverà mai la condizione giocando sempre solo gli ultimi cinque minuti.



