Articolo e foto a cura di Lapo Pacini
È tornata finalmente a pochi giorni dall’inizio degli esami di maturità la cena di fine anno per le classi quinte del Gobetti-Volta: grazie alla volontà dei ragazzi e dei professori, la tradizionale cena si è svolta ieri sera, lunedì 15 giugno, dopo anni di assenza, ma in un luogo diverso dal passato.
I rappresentanti di istituto, il collettivo Volgo, e i professori si sono mobilitati in primis per dare vita nuovamente a questo appuntamento ormai perso dai tempi del covid-19. Annullato al tempo della pandemia e da allora smarrita.
Dato il mancato riscontro positivo da parte del personale scolastico, nonostante raccolte firme e petizioni promosse dagli studenti, per mettere a disposizione gli spazi all’interno della scuola, a correre in aiuto ai maturandi è stato il sindaco di Bagno a Ripoli, mettendo a disposizione il Giardino dei Ponti del capoluogo.
Il Sindaco Francesco Pignotti, e i due assessori Corso Petruzzi e Francesco Conti sono stati presenti prima della cena per dare l'”in bocca al lupo” ai ragazzi e alle ragazze presenti in vista degli esami. Non è stato soltanto il comune ad aiutare l’organizzazione dell’evento: anche Il Centro Sociale Popolare Autogestito di Via Villamagna – al centro del dibattito a causa degli attacchi subiti da Futuro Nazionale (leggi qui) – ha contribuito mettendo a disposizione per questa iniziativa sia i tavoli che le sedute necessarie per tutti i partecipanti.
Dai rappresentanti Costanza Vaggioli e Matteo Galli vengono i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito a dare nuovamente ai ragazzi della scuola, la possibilità di svolgere un’iniziativa che faccia vivere loro il territorio e che possa avvicinarli a giorni così carichi di emozioni e aspettative. Al di là della festa, la serata ha segnato per i maturandi del Gobetti-Volta il vero e proprio inizio del grande salto verso l’età adulta. Tra l’ansia per le imminenti prove scritte, l’iniziativa di Bagno a Ripoli ed il sostegno anche dell’amministrazione dimostra come la fine della scuola non sia solo un traguardo individuale, ma un rito di passaggio collettivo che l’intera comunità ha voluto abbracciare e sostenere.










