Continuano i controlli della Polizia Municipale sulle e-bike irregolari e dopo le verifiche sui conducenti in strada adesso gli agenti hanno allargato l’azione anche ai rivenditori. E il primo blitz in un negozio ha fatto emergere diverse irregolarità con sequestri e multe per oltre 2.500 euro.
Lo spunto è stato l’ultimo sequestro effettuato dagli agenti del Reparto di Rifredi. Il proprietario del mezzo, infatti, ha dichiarato che la bicicletta trovata in strada era esattamente quella comprata in negozio (ovvero con la possibilità ruotando la manopola destra di far viaggiare l’e-bike senza pedalare fino a una velocità di 45km/h) e che quindi non aveva apportato nessuna modifica. A questo punto l’attenzione degli agenti si è concentrata sulla rivendita situata nel Quartiere 4: qualche giorno fa è scattato il blitz congiunto con i Reparti Isolotto e Polizia Amministrativa. E dai controlli sono emerse diverse irregolarità. La prima, più evidente, è stata quella che tra le otto e-bike (tutte di fabbricazione cinese) esposte e in magazzino due sono risultate prive del marchio di conformità CE. I mezzi sono stati quindi sequestrati e per il titolare è scattata la sanzione da 1.600 euro. In un’altra e-bike è stato scoperto un pulsante di accelerazione nascosto sotto la manopola di destra che consentiva al mezzo di raggiungere la velocità di 53 km/h. Per questo è scattata una ulteriore sanzione da 1.084 euro.
Ma i problemi per il rivenditore non finiscono qui. Sono infatti risultate irregolarità dal punto di vista fiscale (la partita IVA risultava associata ad un’attività nella provincia di Siena), amministrativo (mancavano i prezzi esposti sulla merce in vendita con sanzione da 516 euro) ed edilizio (è risultata una parete che aveva realizzato da solo senza permessi e per questo è stato coinvolto il Reparto di Polizia Edilizia per gli atti conseguenti).
“Questo intervento dimostra che il fenomeno delle e-bike irregolari non si combatte solo con i controlli in strada, ma bisogna risalire la filiera – dichiara l’assessore alla Sicurezza Urbana e Polizia Municipale Andrea Giorgio –. Chi mette in circolazione mezzi non conformi deve assumersi la propria responsabilità. I rider spesso non sanno neanche che il mezzo che usano è irregolare e non possono essere i soli a pagarne le conseguenze. Per questo stiamo lavorando anche con Casa Rider per informare i ciclofattorini sulle regole del Codice della Strada e su quelle specifiche per le biciclette elettriche. I controlli in strada ovviamente continueranno ma non possiamo limitarci a colpire solo l’anello più debole della catena. Serve che tutti rispettino le regole”.

