Eh sì, ci siamo… È arrivato “quel” mese dell’anno.
Settembre è un mese di transizione; l’Estate lascia spazio all’Autunno, le foglie iniziano a mutare il loro colore, le giornate si accorciano, la vendemmia è viva e tutto è in continua evoluzione. All’Impruneta, nel nostro paesello, a Settembre c’è una costante: lei, la signora vestita di quattro colori che da ben 99 anni regala pura linfa vitale alle viuzze spesso spente di questo paese, la sola ed unica Festa dell’Uva.
È arrivato “quel” mese dell’anno, quel momento che ti fa tirare giù lo scatolone di quelle specifiche felpe, quelle maglie e quei pantaloni che sanno di vernice e di bostik ma soprattutto sono piene di ricordi, di momenti indelebili. Non esiste il “cosa mi metto stasera” perché tanto, in questo mese, c’è la tenuta settembrina.
Che tu abbia la felpa rossa, bianca, verde o celeste, sai di cosa sto parlando. Di quel mese che ti fa dannare perché dura troppo per le tante energie che risucchia ma in realtà dura troppo poco per le mille emozioni che sa regalare.
È arrivato “quel” mese dell’anno, quello in cui il fegato chiede pietà ma il cuore non ne ha mai abbastanza. Le cene su quelle panche scomode ma fatte di tutta l’unione che c’è, spalla a spalla con le persone di sempre, quelle che condividono le tue stesse emozioni, quelle che rendono possibile anche l’impossibile. Il caffè, l’ammazzacaffè e poi le macchinate per cercare d’esser puntuali alle prove, quel bicchiere di vino che ti colora le labbra e ti alleggerisce lo spirito, quell’occhiata amichevole che parla da sola, quel cantiere che finalmente riapre i cancelli per dar vita a qualcosa di magico, per la 99esima volta.
99 anni son tanti e la Festa dell’Uva è cambiata tantissimo.
La mia nonna racconta sempre dei carretti che erano all’epoca e poi lo sguardo svetta sulle strutture sceniche che sono diventati oggi quei semplici carretti fatti di due ruote e tre assi. L’evoluzione ha seguito il mondo, coi suoi pregi e i suoi difetti. La burocrazia non facilita la vita rionale ma c’è una cosa, forse la più preziosa, che in questi 99 anni non ha subito nessun mutamento: la passione.
La passione imprunetina nei confronti della Festa dell’Uva è un qualcosa che non è spiegabile né raccontabile. Va vissuta per essere capita perché probabilmente, dall’esterno, ci pigliano tutti per grulli… Ma grulli veri eh! Per un mese intero, senza interruzioni (e guai a chi si sposa o fa eventi extra durante questo mese), non esiste nient’altro che il proprio Rione, la sfilata da portare in piazza, il cantiere, il tuo colore, il tuo balletto, il pannello da dipingere, il vestito da cucire, i tavoli da apparecchiare, la birra da ordinare e il carro da finire. STOP.
La passione imprunetina fa questo. Si esce da lavoro, ci si cambia al volo e si varca la soglia del cantiere.
Tutto qui accade con un amore verso questa tradizione che ha del magnifico.
99 anni di magnificenza.
E dunque, è arrivato “quel” mese dell’anno.
Cari Rioni, godetevi ogni serata perché Settembre è unico nella sua essenza, nel suo essere tremendamente faticoso e al contempo immensamente bello. Cercate di accogliere le nuove leve tramandando la cosa più importante: l’identità vera del Rione.
E voi giovani, ascoltate i “vecchi“, non alzate gli occhi al cielo perché la loro esperienza è preziosa!
Il sipario si è aperto, lo spettacolo settemrbino ha inizio, chissà chi alzerà la tanto agognata coppa… È prestissimo per fare pronostici ma noi ci risentiamo senz’altro prima della fatidica sfilata con le nostre tradizionali rime.
Buon Settembre caro paesello!
