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Donna decapitata a Scandicci, i Carabinieri ricostruiscono i fatti: “Lei urlava e…”

Convalidato il fermo e disposta la misura in carcere per Issam Chlih, l’uomo marocchino senza fissa dimora indagato per l’omicidio della donna tedesca di 44 anni trovata uccisa e decapitata  il 18 febbraio in un’area degradata di Scandicci (Firenze). L’uomo, indagato per omicidio volontario, è ancora ricoverato nell’ospedale San Giovanni di Dio a Firenze, dove era stato riportato ieri, dopo un suo breve ritorno in carcere interrotto proprio per le sue condizioni psicofisiche.

C’è il rischio che fugga e reiteri il reato, per questo il gip Roberta di Maria ha convalidato il fermo per Isamm Chlih. Le modalità “brutali” dell’omicidio e la personalità dell’indagato – in Italia senza fissa dimora, con un precedente penale, privo di un lavoro e senza legami stabili sul territorio – inducono il gip a ritenere che possa rivolgersi a persone nel Paese di origine per scappare. Inoltre le modalità “brutali” del delitto e il tentativo di ripulire la scena del crimine dopo averlo commesso, secondo il giudice, evidenziano una “pervicacia criminale fuori dal comune”.

Issam Chlih e Silke Sauer la sera del 16 febbraio erano insieme, secondo quanto ricostruito dai carabinieri. A Firenze avevano fatto tappa in un bar, nei pressi della stazione Leopolda: lui, secondo alcune testimonianze, avrebbe urlato frasi senza senso e molestato alcuni clienti. Sul posto era intervenuta una volante, dopo la segnalazione al 112 Nue del gestore del bar. Ma all’arrivo degli agenti, i due si erano allontanati sorreggendosi l’uno all’altra. Intorno alle 5 del mattino successivo, i due, erano ritornati in tram a Scandicci.

Una telecamera di videosorveglianza li ha ripresi mentre camminavano verso il casolare, nell’area dell’ex Cnr. In quell’edificio avrebbero iniziato a litigare. Alcuni senza fissa dimora avrebbero ascoltato le urla e riconosciuto la voce di lui mentre citava versetti del Corano e gridava che il diavolo si era impossessato della donna. Poi avrebbe sentito Silke Sauer gridare in italiano: “Basta“. Il giorno successivo, Chlil Issam, in preda a uno stato di agitazione psicomotoria, secondo quanto ricostruito, avrebbe allontanato chiunque si avvicinasse all’area cani adiacente al casolare. Qualche passante aveva poi chiamato il 118 e sul posto erano intervenuti sanitari e carabinieri, i quali lo avevano trovato mentre spazzava per terra, portato poi in ospedale. Il giorno successivo veniva poi rinvenuto nel casolare il cadavere decapitato di Silke Sauer.

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