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Cittadini di Bagno a Ripoli: “Solidarietà ad un campione nella vita e nello sport, forza Alex!”






Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del gruppo consiliare Cittadini per Bagno a Ripoli:

“La reclusione dovuta alla pandemia ha portato molti di noi a domandarsi come si vive con una qualsiasi disabilità; a non poter uscire o a poterlo fare solo stando sotto determinati obblighi. L’attenzione verso le esigenze e le problematiche della disabilità subisce spesso delle altalene mediatiche che poi, però ci fanno tornare ad una sorta di “normalità” con la quale vediamo il mondo e non ci si pensa più. Fino ad oggi, con Zanardi che ha ricordato a tutti noi quanto dura e limitata è la vita nella disabilità e quanto forza è nascosta nell’anima.

Quest’oggi vorremmo appellarci a tutti coloro che stanno manifestando supporto ed empatia verso una persona con abilità diverse da quelle a cui siamo abituati, per far sì che questi riflettori rimangono sempre accesi e non dover più permettere che succeda qualcosa per alzare l’attenzione.

È un po’ quello che accade quando eventi tragici colpiscono la popolazione: tutti pronti a lottare, a condividere e ad empatizzare; fermo restando che, dopo qualche mese, per la maggior parte della gente, tutto cade nel dimenticatoio e ci si appoggia alle associazioni, che comunque, fanno fatica, fanno tanta fatica e spesso niente gloria o supporto tangibile.

Vorremmo che Zanardi non debba essere una vittima sacrificale necessaria all’altare dei perbenismi per rendere le città più accessibili, le strade più sicure, le persone più consapevoli: insomma, per avere un mondo all’altezza della disabilità. Vorremmo che le persone comprendessero bene che Zanardi, come tantissime altre persone (disabili, handicappati, diversamente abili, scegliete voi, ma comunque persone: Lorenzo, Margherita, Iacopo, Elena, Stefano) e i loro care giver, sono tutte persone che non si trovano ad affrontare solo la loro disabilità, ma anche tanti, tanti, tantissimi scalini non soltanto architettonici, fisici, ma anche e soprattutto mentali, la mente dell’altro (non la loro!), si perché la nostra normalità non coincide con chi, invece, ha la necessità di dare a questa parola un’interpretazione diversa.

Loro, come il loro care givers, re-inventano gli sport e si adattano, si adattano sempre: In vacanza, nello sport, a lavoro perché questa società, inconsciamente, in molti ambiti, ha cittadini di serie A e di serie B.

Vorremmo arrivasse bene il concetto che lo sport è una delle poche ancore di salvezza che questa società lascia alla disabilità: abbiamo progetti ad hoc per farli tornare a lavorare (nell’unico modo concepito da chi non è disabile, e quindi a modo nostro, non a modo loro), e poi… Non abbiamo bancomat accessibili (o comunque sono pochissimi), non abbiamo veri e propri spazi per lo sport- abile, non abbiamo la loro fantasia… la maggior parte di noi non sa quale scalino è effettivamente un problema, non sa nemmeno come rapportarsi con un disabile, non conosce la difficoltà di comprare un paio di jeans o prendere il pacco di pasta in alto al supermercato(e si parla solo di problematiche legate alla sedia a rotelle). Poi c’è tutto un mondo che riguarda le disabilità, si perché, signori, la legge Basaglia ci ha fatto vedere qualcosa, ma non tutto… Noi viviamo beati nella nostra ‘normalità’ e spesso si guarda con pena, pietà o compassione per poi pensare di quietare la coscienza facendo una buona azione.

Le disabilità sono un mondo infinito che spesso non vediamo perché è la nostra società a non permettere una vita ‘normale’ (un po’ come avvenne con l’omosessualità che non veniva riconosciuta perché non manifestata, ma il punto è sempre lo stesso: “se la società non mi accoglie, meglio non mostrarsi, meglio restare in casa”).

Vorremmo dare lo spunto per una buona azione: alziamo l’attenzione sulla Disabilità, sulle € 258,00 di pensione di invalidità (non costituzionali ed aumentate solo per redditi superiori a circa € 6.000 l’anno), sulle barriere architettoniche, sulla cura e l’attenzione alla guida, sul senso civico, sul bene dell’altro prima del nostro!

Ieri era Manuel Bortuzzo, oggi è Alex Zanardi. Finita la bufera mediatica vorremmo non rimanesse solo polvere.

Forza Alex…. Forza!!!






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