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Cento anni Fiorentina, tre punti Frosinone. Al Franchi pure la festa di Firenze è rovinata

Una parata di stelle in tribuna, prima della partita, e va subito virale l’abbraccio sincero e affettuoso fra il numero 9 e il 10, fra Gabriel Omar Batistuta e Rui Costa. Oltre ai due campioni, anche gli attaccanti, di epoca più recente, Toni e Pazzini; assieme a tantissimi volti della “gloria viola”. Purtroppo, sul campo, lo “spettacolo” è tutt’altro che glorioso.

Volevano vincere e invece…

Un inizio spumeggiante della Fiorentina fa pensare che si voglia subito scacciare i fantasmi di Roma. Le scelte di Grosso sono più spregiudicate e vedono una squadra a trazione anteriore. I Viola corrono infatti qualche rischio già nei primi minuti, ma la qualità delle seconde punte gigliate prova ad uscire soltanto a sprazzi. Mastantuono rifinisce per Gudmundsson che però non sa realizzare, mentre Atta fa da scudo per i due piuttosto che inserirsi. I ciociari tengono botta e di conseguenza anche a trovare il varco giusto per il vantaggio.

All’intervallo è 0-2

Un’incursione sulla sinistra – chissà quanto mai pericolosa, ndr – trova Raimondo smarcato in area piccola: al numero 9 basta girarsi per trovare il pallone dell’uno a zero. Rivedibile De Gea, con una reazione non proprio felina. Una timida ripresa parte dai piedi di Atta, che impegna Palmisani in corner; dai suoi sviluppi, si avventa sulla sfera Pellegrino che non riesce però a trovare lo specchio. L’assenza di Kean (spedito in tribuna per le voci di mercato) pesa quanto un macigno. Decisamente più concrete invece le chance di Mastantuono e Valdepenas: l’argentino accarezza il palo con il destro, mentre lo spagnolo è sfortunato per un pallone che prima centra il palo e poi trova le sicure braccia del portiere laziale. Ma una doccia fredda gela il Franchi quando Bracaglia svetta di testa da angolo per battere De Gea: i Viola vanno sotto 2-0 all’intervallo.

La ripresa parte senza cambi da parte di Grosso, mentre Alvini toglie Fini per Zerbin. La Curva Fiesole continua ad incitare, mentre dalla tribuna inizia a sentirsi qualche mugugno. Una buona occasione al 50′: su un traversone rimesso dentro da Gud, Atta manca di pochi centimetri l’impatto con il pallone. I Viola non girano nemmeno male la sfera, ma è l’ultima parte dell’azione che manca. Le individualità del 10 e del 30, ma anche di difensori come Jimenez che salgono “alla disperata”, prevalgono sul gioco di squadra, finendo per vanificare potenziali ripartenze offensive. Grosso si decide che è l’ora di un cambio, anzi due. Fuori un fischiato Pongracic, al rientro ufficiale dopo il Mondiale, per fare spazio al neo acquisto Viery e dentro anche Fagioli; out Ndour.

Tris Frosinone e fischi per Grosso

Il colpo del KO arriva al minuto 68 quando ancora Raimondo buca De Gea con una conclusione al volo. 0-3 al Franchi e Fiorentina al tappeto. Altro doppio cambio per il tecnico ex Sassuolo, che fa fuori un fischiatissimo Gudmundsson e un timidamente applaudito Oulai. Dentro due centrocampisti, come Mandragora e Brescianini. Non fosse stata la partita dei cent’anni, verosimilmente gli spalti si sarebbero svuotati: il pubblico fiorentino rimane sugli spalti solo per provare a godersi la parata di ex campioni del post gara. Un inizio così scioccante non si era visto nemmeno la scorsa stagione con il Pioli-bis; Grosso è in balia delle onde e i tanti, troppi egoismi dei tanti (troppi?) giovani della sua squadra non lo stanno certo portando verso una soluzione.

Una girata di Pellegrino in area spaventa solo qualche piccione dei cantieri della Fiesole: l’attaccante argentino non è ancora riuscito ad entrare nell’ottica da centravanti della Fiorentina. Grosso, nel frattempo, cambia un terzino: Joao Mario per Jimenez. Allo scoccare del novantesimo, l’aria è così triste che si sentono distintamente i quasi 200 tifosi gialloblù (senza ultras al seguito); e i cinque minuti di extra time sanno quasi di presa in giro da parte di Collu. Un arbitraggio discutibile che non ha comunque in alcun modo sul risultato finale. E’ assurdo pensare come stia andando talmente male nell’ultimo anno di questo club che pure la festa per il centenario è stata rovinata. 7 gol presi, 0 segnati: sembra uno scherzo, ma è tutto vero. La posizione di Fabio Grosso sulla panchina viola è già in bilico. Checché ne possa dire la società Commisso.

Un compleanno amaro per i colori di Firenze: nemmeno il biancorosso della maglia celebrativa ha saputo onorare la festa dei tifosi viola.

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