San Giovanni a Firenze, patrono della città, significa celebrazioni e cortei storici, fochi finali e chiaramente l’esaltazione cittadina per la finale del Calcio Storico che si consuma sul sabbione di Santa Croce. La sfilata dei figuranti e delle squadre iniziato alle 15:30, lungo le vie centrali del capoluogo toscano prima di arrivare, come un’onda colorata, nel luogo della contesa finale, ieri destinata a Rossi e Azzurri.
Davanti, nel corteo, immediatamente dietro al gonfalone gigliato, il sindaco di Firenze Dario Nardella affiancato dal messere Leonardo Fabbri, originario di Bagno a Ripoli e campione di getto del peso.

Nella giornata di ieri l’inizio della finale, prevista per le 18:00, è slittata di circa 50 minuti a causa di tensioni tra le due finaliste. Poi la gara, dominata dai Rossi di Santa Maria Novella, vincenti per 9 cacce a 2 sugli Azzurri di Santa Croce.
Il gran caldo, il gran tifo, i petardi esplosi che rimbombavano da ogni anfratto cittadino, i cori “Picchia rosso” e “picchia azzurro” riecheggianti per le vie. Firenze per un pomeriggio diventa una città inedita, stracolma di fiorentini come ormai non siamo più abituata a vederla.

Le foto, bellissime, del fotografo FABIO VANZI raccontato meglio di qualsiasi parola l’atmosfera che si vive sul sabbione di Santa Croce per la finale del calcio storico fiorentino. E, di conseguenza, sugli spalti. Lo sfondo della basilica francescana si Santa Croce, poi, rende lo scenario unico e irripetibile, un tuffo in un universo dove sembra non esistere tecnologia, digitalizzazione, progresso. Un tuffo in una Firenze che si può rivivere soltanto pochissimi giorni l’anno.



























































































