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Bagno a Ripoli, oltre 10 famiglie senza acqua pubblica: “Da 30 anni, ogni estate, rimaniamo…a secco”

Un  gruppo di cittadini di Ponte a Niccheri vivono senza allaccio all’acquedotto pubblico e sollecitano, da anni, una soluzione. Appello a Comune, Publiacqua, ASPI.

 

Oltre 10 famiglie vivono, da trent’anni, un disagio che va raccontato, con l’intento che l’impasse burocratico possa finalmente sbloccarsi. Siamo nel Comune di Bagno a Ripoli e più precisamente a Ponte a Niccheri, nel colle che guarda l’ospedale ed è tagliato di netto dal passaggio dell’A1. Qui insistono abitazioni e cittadini ripolesi che non sono mai stati raggiunti dall’acqua pubblica e si servono, invece, del pozzo presente all’interno di Villa Pedriali: praticamente, in una sorta di paradosso geografico, abitanti ripolesi con l’acqua romagnola. Si, perchè Villa Pedriali, prima delle recente vendita, era un immobile storico proprietà della Provincia di Forlì.

La criticità, al di là di questa particolarità, è più sostanziale: tubi e pozzo di Villa Pedriali sono in condizioni pessime a causa della loro longevità e di una mancata manutenzione, hanno spesso ingenti perdite, malfunzionamenti e guasti. Pertanto il gruppo di abitanti interessato vive alle dipendenze idriche di un impianto inadeguato con l’aggravio di dover investire tempo e denaro per ripristinarlo ogni qual volta dia problemi. Non solo: da 20 anni a questa parte, inoltre, queste famiglie si trovano a fine estate, nei mesi di agosto e settembre, a dover fare i conti con la mancanza totale di acqua che si traduce in un ritorno a secoli andati, con taniche di acqua portate da fuori per far da mangiare, impossibilità di farsi la doccia ed altri medievali disagi.

Come risolvere tale situazione? La storia che vi abbiamo descritto è nota alle parti coinvolte ovvero Comune di Bagno a Ripoli, Publiacqua e ASPI (Auostrade): negli anni erano state avanzate una serie di soluzioni possibili, con tanto di eventuali contributi economici da parte dei cittadini per allacciarsi all’acquedotto presente a valle oppure connesse al cantiere per la terza corsia autostradale. Come prova di tali trascorsi c’è una bolletta risalente al 2008, di oltre 1000 euro, per “NUOVO ALLACCIAMENTO VIA DELL’ANTELLA SNC-BAGNO A RIPOLI”, pagata al gestore dell’acqua pubblica ma senza riscontro effettivo: una sorta di donazione.

La soluzione più pratica, studiata dai cittadini, è la seguente: effettuare gli allacci necessari, connettendo le abitazioni senz’acqua alla stazione Publiacqua esistente più vicina (nei pressi del nuovo vialone antistante l’OSMA) e, dato l’ampliamento delle utenze servite, incrementare la portata idrica di quella stazione. Gli abitanti sollecitano una risoluzione della vicenda, sono disposti ad investire se necessario ma chiedono il contraccambio lecito di uscire dalla vigente condizione di arretratezza. Anche perchè, quale ulteriore aggravante, recenti analisi effettuati sulla rete idrica di Villa Pedriali hanno registrato la presenza nell’acqua del batterio Escherichia coli.

La situazione che vi abbiamo raccontato riguarda alcune famiglie che risiedono nel colle antistante l’OSMA
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