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Bagno a Ripoli, la mozione sul Ministero per la pace…senza pace. PD: “Soddisfatti ma delusi”. CA: “Maggioranza arrogante”

L’ultimo Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli, il primo dopo le ferie estive e forse per questo piuttosto sottotono, al punto 9 dell’ordine del giorno, ha visto discutere una proposta avanzata dal Partito Democratico. Nel dettaglio la mozione prevedeva il sostegno all’appello lanciato recentemente in Vaticano da alcune organizzazioni cattoliche nazionali con l’obiettivo di istituire un Ministero per la pace ed è stata presentata dal consigliere Andrea Orsini. 

“Un organismo che avrebbe il compito di «coordinare le attuali politiche di pace frammentate, valorizzare la formazione alla non violenza nelle scuole e nelle università promuovendo la cultura della riconciliazione e sostenendo la diplomazia dei popoli». La proposta si estende anche a livello internazionale, con l’idea di avere un “Dipartimento per la Pace e la Riconciliazione” nell’Unione Europea la quale «non può preoccuparsi solo del riarmo, ma anche e soprattutto di avere politiche efficaci per la promozione della Pace». 

Tuttavia, malgrado il contenuto conciliante ed apprezzabile, il Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli si è “bloccato” proprio sul punto 9, dimostrando come sia difficile parlare di pace anche su scala ridotta. La consigliera Francesca Cellini, di “Bagno a Ripoli futura“, pur approvando la mozione, ha lamentato l’impossibilità di sottoscrivere l’atto e il diniego ricevuto dal Partito Democratico alla richiesta di condividerla (Il consigliere Stinghi ha spiegato a microfono acceso come tale mozione volesse essere portata in Consiglio Comunale con il simbolo del Partito Democratico). Il consigliere di FDI Michele Barbarossa, invece, si è focalizzato su una mozione a suo dire “indeterminata“, ovvero poco chiara, che citava un appello senza tuttavia spiegarlo o riportarne in allegato il contenuto. 

Infine Per Una Cittadinanza Attiva, intervenuta con il consigliere Beniamino Deidda nel corso della seduta, il quale ha ribadito tali dichiarazioni anche successivamente con un comunicato stampa: “Dopo l’inserimento del testo della mozione nell’odg, ho chiamato il capogruppo del PD proponendogli una revisione del testo, in modo da stilare un documento comune di CA e PD. La risposta negativa è arrivata subito.”

Insomma la mozione è passata, malgrado i voti sfavorevoli di Fratelli d’Italia e Per Una Cittadinanza Attiva ma ha palesato – per metodi e pensieri – un’incomunicabilità proprio sul principale tema che richiederebbe, per ovvie ragioni, unità. Così, malgrado il voto favorevole, non sono mancate le frecciatine tra Partito Democratico e Per Una Cittadinanza Attiva. Nel comunicato a firma PD si legge: “Nonostante ci si potesse aspettare l’uscita dall’aula dei consiglieri di Fratelli d’Italia, vista la condotta del Governo Meloni su questi temi, riteniamo che si sia persa un’occasione di confronto importante – dice Stinghi. Quello che ci ha meravigliato è stato però il voto contrario di Cittadinanza Attiva: pensavamo che su certi valori ci fosse una condivisione di fondo, mentre invece ancora una volta constatiamo che si preferisce restare nel proprio recinto ideologico con un atteggiamento settario».

Non si è fatta attendere la replica di Deidda: “Il consigliere Stinghi si dice deluso perché pensava “che su certi valori di fondo ci fosse una condivisione”. Noi invece non ci facciamo illusioni: l’arroganza della maggioranza è sempre quella, incurante della verità e della decenza”

Per correttezza di informazione riportiamo i comunicati stampa integrali delle parti coinvolte: 

Partito democratico

“È stata approvata dal Consiglio comunale una mozione, presentata dal gruppo del Partito democratico, per sostenere l’appello, lanciato recentemente in Vaticano anche da alcune organizzazioni cattoliche nazionali, di istituire un Ministero per la pace.  Un organismo, spiega il consigliere Andrea Orsini, presentatore della mozione, che avrebbe il compito di «coordinare le attuali politiche di pace frammentate, valorizzare la formazione alla non violenza nelle scuole e nelle università promuovendo la cultura della riconciliazione e sostenendo la diplomazia dei popoli». La proposta si estende anche a livello internazionale, con l’idea di avere un “Dipartimento per la Pace e la Riconciliazione” nell’Unione Europea la quale «non può preoccuparsi solo del riarmo, ma anche e soprattutto di avere politiche efficaci per la promozione della Pace». 

L’atto approvato dal Consiglio comunale sarà inviato ai Parlamentari eletti nella Circoscrizione e al Parlamento Europeo, invitandoli a mettere in atto le procedure necessarie per arrivare celermente a questo obiettivo, e anche ad ad ANCI Toscana, ai Comuni della Città Metropolitana, del Chianti Fiorentino e alla Regione Toscana, in modo che sia valutata l’adozione di analogo atto anche in queste sedi.  

Dal Pd di Bagno a Ripoli è arrivato anche il pieno sostegno all’azione umanitaria di Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, per la quale si chiede al Governo di «garantire la piena incolumità e sicurezza per i cittadini italiani ed europei a bordo».

Alla soddisfazione per l’approvazione dell’atto si affianca la delusione, riportata dal capogruppo David Stinghi, per la mancata unanimità dell’aula: «Nonostante ci si potesse aspettare l’uscita dall’aula dei consiglieri di Fratelli d’Italia, vista la condotta del Governo Meloni su questi temi, riteniamo che si sia persa un’occasione di confronto importante – dice Stinghi. Quello che ci ha meravigliato è stato però il voto contrario di Cittadinanza Attiva: pensavamo che su certi valori ci fosse una condivisione di fondo, mentre invece ancora una volta constatiamo che si preferisce restare nel proprio recinto ideologico con un atteggiamento settario».

Per Una Cittadinanza Attiva

“Leggo incredulo la fantastica ricostruzione del consigliere Stinghi relativa all’approvazione nel Consiglio comunale del 8 settembre scorso della mozione che chiede l’istituzione di un Ministero per la Pace. Per capire quante sciocchezze vi siano in quella ricostruzione basta ricapitolare brevemente i fatti. Dopo l’inserimento del testo della mozione nell’odg, ho chiamato il capogruppo del PD proponendogli una revisione del testo, in modo da stilare un documento comune di CA e PD. La risposta negativa è arrivata subito. In aula il consigliere Orsini ha illustrato lo spirito della mozione evitando di citarne i due punti deboli, che io nel mio intervento in Consiglio ho indicato chiaramente:

1) Secondo il testo presentato, il futuro Ministero per la pace avrebbe “il compito di coordinare le attuali politiche di pace frammentate”
2) La successiva creazione di un Dipartimento per la pace e la riconciliazione nell’Unione Europea si sarebbe dovuta preoccupare “non solo del riarmo, ma soprattutto di avere politiche efficaci per la Pace”.

Ho rilevato nel mio intervento che attualmente nel nostro paese il governo non  pone in essere nessuna politica di pace, neppure “frammentata”. Per ora ci sono stati solo: invio di armi in Ucraina in violazione della Costituzione, nessuna iniziativa o proposta di un tavolo per la Pace, il tardivo (di due anni) riconoscimento da parte della presidente Meloni del massacro che Israele va compiendo a Gaza, e l’invio di armi a Israele che dura tuttora. Quanto al secondo punto, ho fatto rilevare che l’Unione Europea per ora si occupa solo del riarmo e che l’Istituzione di un Dipartimento della Pace implica necessariamente l’abbandono delle politiche di riarmo di tutti i paesi Europei.

Come si vede, proposte ragionevoli che hanno del resto guidato anche l’intervento del Consigliere Orsini. Ho concluso il mio, riproponendo l’adozione di un testo comune col PD. La risposta è stata ancora una volta negativa. Questi i fatti. Chiunque può giudicare chi è il “settario” di turno: chi in tutti i modi cerca un accordo eliminando quelle parti di cui anche la maggioranza evita con cura di parlare; oppure chi dice no ad ogni tentativo di accordo su un testo comune, nonostante riconosca le debolezze di quello proposto. Il consigliere Stinghi si dice deluso perché pensava “che su certi valori di fondo ci fosse una condivisione”. Noi invece non ci facciamo illusioni: l’arroganza della maggioranza è sempre quella, incurante della verità e della decenza.”

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