SULLE COLLINE DI BAGNO A RIPOLI (FI) 200 NUOVI ULIVI NELL’OLIVETO STORICO DI VERNALESE GRAZIE AL PROGETTO DI AGRICOLTURA SOCIALE SOSTENUTO DA ARVAL
L’intervento – realizzato in collaborazione con l’Azienda Agricola Sociale Olivart e parte della campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso di AzzeroCO₂ e Legambiente – unisce il recupero del territorio all’inclusione sociale di persone in condizioni di fragilità.
Tutela della biodiversità, recupero del paesaggio storico e inclusione sociale. Sono questi gli obiettivi del progetto realizzato sulle colline di Bagno a Ripoli dove, grazie al sostegno di Arval Italia, società del Gruppo BNP Paribas specializzata nel noleggio a lungo termine di veicoli e in soluzioni di mobilità, si è concluso un intervento di rinfittimento di una porzione dello storico oliveto di Vernalese, con la messa a dimora di 200 nuovi ulivi delle varietà tradizionali Maurino e Leccio del Corno. I lavori sono stati realizzati in collaborazione con l’Azienda Agricola Sociale Olivart, una realtà del territorio da anni impegnata nel coniugare il recupero ambientale e agricolo all’inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità.
L’intervento rientra nella campagna nazionale “Ortofrutteto Solidale Diffuso“ promossa da AzzeroCO₂ e Legambiente, un progetto di integrazione sociale e ambientale che, attraverso interventi di agricoltura sociale e valorizzazione del territorio, unisce competenze e valori per generare un progresso umano, ambientale, economico e civico.
L’oliveto di Vernalese ha radici antiche. L’impianto originario risale alla metà del Settecento e, nonostante le storiche gelate del 1956 e del 1985 ne abbiano compromesso la parte aerea, è sopravvissuto grazie alla resistenza del suo apparato radicale. Oggi il progetto interviene su un’area di due ettari per colmare i vuoti lasciati dalla disposizione originaria degli ulivi— storicamente molto rada e irregolare — restituendo così all’oliveto una struttura produttiva più uniforme ed efficiente. Le nuove piante, di due anni d’età e dotate di Passaporto UE che ne garantisce la tracciabilità e l’assenza di patogeni, sono conformi al disciplinare IGP Toscano Colline di Firenze, garantendo così la futura produzione di un olio extravergine d’oliva di altissima qualità.
L’inaugurazione del progetto è coincisa con una giornata di volontariato aziendale che ha visto i collaboratori di Arval Italia impegnati al fianco delle persone seguite da Olivart per la raccolta delle olive. Da questo raccolto verrà estratto l’olio che i dipendenti della società riceveranno come dono aziendale per il prossimo Natale, creando un legame concreto e condiviso attorno ai valori del progetto.
All’iniziativa ha preso parte il Top Management di Arval Italia, tra cui Francesco Sbrascini, Direttore Risorse Umane, oltre a Paola Nocentini, Assessora allo sviluppo economico, commercio, attività produttive e agricoltura del Comune di Bagno a Ripoli, Andrea Pagliai, Socio Fondatore dell’Azienda agricola Olivart, Nicola Merciari, Responsabile commerciale dell’area sostenibilità di AzzeroCO₂ e Carlo Milano, Presidente del Circolo di Legambiente Bagno a Ripoli.
“Questo progetto tiene insieme due aspetti fondamentali per Bagno a Ripoli: la tutela del nostro paesaggio e la capacità di costruire opportunità concrete di inclusione sociale. Recuperare e valorizzare un oliveto storico significa prendersi cura della nostra identità e del nostro patrimonio ambientale, ma anche offrire a persone in condizioni di fragilità occasioni di crescita, formazione e autonomia. È un esempio concreto di come la collaborazione tra imprese, realtà agricole e territorio possa generare valore per tutta la comunità. Ringrazio Arval Italia, Olivart, AzzeroCO₂ e Legambiente per aver contribuito a realizzare un progetto che mette al centro, insieme, l’ambiente e le persone”, ha dichiarato il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti.
Sul piano sociale, le attività legate ai nuovi ulivi andranno a integrare il percorso di inclusione lavorativa e sociale che Olivart porta avanti da oltre dieci anni in collaborazione con i servizi ASL territoriali, coinvolgendo nel lavoro agricolo giovani provenienti da contesti di svantaggio. La gestione dell’oliveto offrirà a persone con diverse fragilità l’opportunità di inserirsi in un ciclo produttivo completo, che va dalla manutenzione delle piante fino alla raccolta delle olive. Questo impegno permetterà di acquisire competenze tecniche specifiche nel settore olivicolo, di sviluppare ritmi e responsabilità lavorative e di costruire un’appartenenza a un contesto produttivo. In un territorio come quello di Bagno a Ripoli, dove l’olivicoltura rappresenta un pilastro dell’economia e dell’identità locale, le competenze acquisite potranno rivelarsi utili anche fuori dall’azienda agricola, favorendo percorsi di autonomia personale e professionale






