
Giornali e TV nazionali sono giunti all’Antella per raccontare il disagio allarmante e disarmante di circa 10 famiglie sotto scacco matto della Terza Corsia. Dopo oltre tre anni di cantiere, villette e appartamenti demoliti per far spazio al progresso, risarcimenti e squarci nel verde, l’Autostrada non smette di segnare il territorio: in Via Spartaco Lavagnini ad Antella, una palazzina adiacente alle nuove barriere fonoassorbenti che squarciano il paesaggio scricchiola e si cretta.
Non è un modo di dire o una paura ingiustificata dei suoi inquilini: vedere per credere le crepe nate sui muri, dentro gli appartamenti o nel vano delle scale.
“Ci hanno dato 20 giorni di tempo, poi la palazzina sarà resa inagibile”, spiega un residente della struttura.
Eppure, stavolta, dei volti istituzionali e degli enti preposti che orgogliosamente si facevano immortalare il 30 luglio scorso per l’inaugurazione di tre chilometri di Terza Corsia neanche l’ombra.
“In tre anni di criticità abbiamo soltanto visto lo stesso rappresentante dell’Autostrada per due volte, pertanto senza risultati”.

Per questo, come vige nel nostro paese, i cittadini hanno convocato stampa nazionale come Repubblica, La Nazione, Corriere della Sera oltre a reti televisive come Sky, al fine di raccontare le sensazioni orribili di sentire la propria casa scricchiolare nella notte. Come riportato da Repubblica, nell’articolo di Andrea Bulleri: “Autostrade non vuole riconoscere di aver commesso errori di progettazione, in sostanza ci hanno detto che se vogliamo possiamo far loro causa. Lo faremo, ma ci vorranno anni: e nel frattempo?”.
Così per tutte le famiglie dello stabile: se inizialmente sembrava possibile un risarcimento per ogni nucleo abitativo concesso da Auotostrade, adesso l’Ente si è tirato indietro facendo muro, sostenendo la non correlazione tra i danni strutturali e il cantiere adiacente. Come si suol dire dalle nostre parti: becchi e bastonati.
Mentre la palazzina, come definisce la perizia dell’ingegner Nardi, peggiora annualmente a causa di un corso d’acqua sotterraneo deviato dal cantiere della Terza Corsia verso la struttura, logorata nelle fondamenta.
Di seguito trovate la lettera inviata al Correre Fiorentino dal Dott. Lapo Liguori, residente della palazzina, che ben esprime il divario tra le dichiarazioni di facciata di Autostrade per l’Italia comunicate alla Stampa e la realtà dei fatti: “lo spirito di massima collaborazione” e “la disponibilità al dialogo”, la consueta sequela di frasi fatte che nauseano cittadini sfiniti e infuriati, ad un passo dall’essere sfollati e neanche risarciti per il danno umano e al proprio patrimonio.
Grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale di Bagno a Ripoli, Autostrade ha concesso un incontro con i residenti il prossimo 15 novembre.






