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Alla scoperta di una realtà unica: Arredamenti Macchini, l’eccellenza toscana che preserva le unicità d’un tempo…come i disegni fatti a mano!

Dietro quel vetro c’è (molto) di più: ovvero una storia da raccontare e scoprire, ponte tra passato e futuro. Da Umberto e Marilena a Gianluca ed Alberto. Una bottega in stile fiorentino dove ai progetti di vita si dà forma…disegnando a mano.

Da fuori, si comprende sempre poco di quel che c’è dentro. E’ il famoso precetto di non giudicare il libro dalla copertina, lo sforzo poi ripagato di andare oltre. Siamo in un angolo della Toscana che ad un primo occhio appare anonimo, una strada di confine tra i Comuni di Massa Cozzile e Montecatini, nella provincia di Pistoia. Qui, in via Bruceto, però, una porta a vetri è il confine tra l’ordinario ed una prospettiva straordinaria che connette artigianato, arte, creatività, manualità: una storia familiare iniziata nel 1964 e ancora non finita, anzi, oggi ancora più splendente se la si guarda con la lente che risalta la sua unicità.

Entriamo, allora, e ci troviamo nei locali di Arredamenti Macchini“, l’abbiamo scoperto per caso, ci ha incuriosito e ve ne parliamo: in provincia di Pistoia c’è questa attività che unisce laboratorio e show room, dove l’handmade ovvero l’uso delle mani è alla base dell’intera filiera produttiva. Tra poco vi spiegheremo cosa intendiamo. In un vetro poggiato a terra scorgiamo un dettaglio che si fa slogan: “Solo chi sogna impara a volare. Ci salta in mente Peter Pan e chi di fatto riesce a rimanere bambino anche in età adulta. Il pensiero fila, soprattutto dopo che abbiamo parlato con Gianluca, di cognome ovviamente Macchini, titolare e figlio dei fondatori, Umberto e Marilena.

“Questo non è un semplice showroom di vendita ma un luogo di spunti e consigli di arredi dove le persone possono trovare ispirazione e dare forma alla loro casa o al loro locale dei sogni. Noi, poi, li aiutiamo a completare quella visione”.

Ed è il come che sorprende e racchiude da una storia nella storia. Arredamenti Macchini, del resto, nasce come una piccola bottega artigiana in stile fiorentino con il laboratorio nel retro ed un piccola vetrina affacciata sulla strada, incarnando lo spirito dei suoi fondatori: Umberto (scomparso ad inizio del nuovo secolo) era un po’ falegname, un po’ tappezziere, un po’ decoratore d’interni mentre Marilena, ancora in vita, è da sempre “arredatrice di nascita” ed è stata la prima disegnatrice dell’attività. Come? A mano, ovviamente. L’artigiano con le mani buone e l’arredatrice che sfornava le idee, mettendoci inoltre passione e capacità di disegno: un matrimonio perfetto, come testimonia il tempo passato assieme e la longevità della loro azienda, portata avanti dai figli Gianluca e Alberto.

“Io e mio fratello siamo cresciuti scorrazzando tra i tessuti e la falegnameria, sempre sporchi di segatura. Affascinati da tutto ciò, ci siamo sentiti destinati al mondo del costruire e del creare”.

La bellezza sta nella capacità di conservazione: quei valori iniziali, infatti, sono resistiti al tempo, affiancati ma non sostituiti dalla tecnologia, preservati gelosemente da Arredamenti Macchini: a pian terreno, infatti, tra i mille spunti d’arredo ci si può perdere nell’angolo dei tessuti, tipico di una tappezzeria vecchio stile. Se sentite odore di legno, invece, arriva dal retro dove c’è ancora la falegnameria. Al secondo ed ultimo piano si pensa alle stoffe, è il regno di Giusy, sarta che lavora in Macchini da ben 25 anni. Infine, nel piano mediano, il pezzo forte della casa: è qui che i disegnatori preparano i primi bozzetti del progetto a mano, muniti di lapis e matite, creando disegni in prospettiva che sono meglio di qualsiasi rendering digitale.

Scorriamo tra le tavole di progetti già conclusi o in fase di realizzazione, rapiti dalla cura del dettaglio e dalle competenze tecniche dei disegnatori. Favoloso. Gianluca ci spiega che parte tutto da qui, dalla mano dell’artista che dà forma all’idea, mostrando il “come sarà o il “come potrebbe essere in questa forma vintage, quasi smarrita e per questo realmente apprezzata. Poi, da lì, il lavoro passa sul digitale per tornare infine alla bottega artigiana e alla creazione del tutto. Nel tempo, rispetto agli anni ’60, Arredamenti Macchini ha integrato il team con professionisti e specializzazioni, oltre al figlio Gianluca diventato architetto. A lui abbiamo rivolto questa domanda: cosa hai portato, di tuo, nell’azienda di famiglia?

Un titolo professionale fondamentale per lavorare con l’estero ed un approccio basato sull’innovazione e sull’intessere una rete commerciale nazionale ed internazionale: con questo spirito sono entrato in BNI, un network che connette imprenditori. Viaggiando per motivi commerciali, poi, mi sono reso conto di quanto sia unica la nostra realtà, le nostre artigianalità non esistono altrove, neanche in Italia e per questo vogliamo farle conoscere. Il consiglio che dò sempre a chi non ci conosce è il seguente: venite a trovarci, siamo una realtà particolare!”.

Arredamenti Macchini nel corso degli anni ha lavorato a progetti di restyling e di arredo per importanti locali toscani come Casa Masi a Montaione, Fishing Lab e Foody Farm a Firenze, il Connubio sempre a Firenze, il Bar Biondi a Montecatini, il Dogana di Altopascio, gli Hotel Puccini e Suite Dreams a Montecatini, gli allestimenti per gli eventi di Fondazione ANT in location come iol Salone dei Cinquecento. Curò in passato anche l’arredamento della casa fiorentina del calciatore viola Daniel Bertone che, soddisfatto, si fece arredare anche la propria abitazione in Argentina.

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