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Proteste studentesche, occupato il Gobetti-Volta: “Ci uniamo alle mobilitazioni nazionali e internazionali”

Articolo a cura di Lapo Pacini

Continuano le occupazioni nelle scuole fiorentine e non solo. In queste giornate di mobilitazione, scioperi e proteste, anche i giovani e gli Istituti superiori si stanno rendendo protagonisti, scendendo in strada e in piazza ma, anche, promuovendo occupazioni.

Da mercoledì 27 ottobre anche l’istituto comprensivo Gobetti Volta di Bagno a Ripoli si unisce alle occupazioni delle scuole fiorentine: è la seconda occupazione negli ultimi due anni, dopo una pausa da tali iniziative studentesche durata 17 anni. Il Gobetti-Volta si accoda ad oltre dieci istituti fiorentini già mobilitati da oltre una settimana.

L’occupazione della scuola ripolese, come le altre del territorio cittadino e metropolitano, è figlia delle proteste studentesche contro il carovita, il riarmo ed i fondi destinati alla guerra, i tagli al settore educativo e dell’istruzione, a strutture fatiscenti. Attualmente l’Italia destina il 4,1% del PIL annuale all’Istruzione, sotto la media europea del 4,7% e ben inferiore al 6% dei paesi nordici; di contro, entro pochi anni l’Italia potrebbe dedicare al riarmo il 5% del PIL.

Riportiamo un estratti del comunicato diffuso dagli studenti occupanti:
“Come Studentə Occupanti di Firenze, abbiamo deciso di bloccare le nostre scuole in segno di protesta di fronte a un governo che prioritizza la guerra a discapito dell’istruzione.”

Durante i giorni di occupazione i ragazzi del collettivo VolGo si sono impegnati nell’organizzazione di attività volte a tutti gli studenti dell’istituto, che vanno da assemblee con realtà politiche del territorio a attività ricreative di gruppo. Gli studenti hanno spiegato che l’occupazione è un puro atto politico di presa di posizione della propria scuola, e la grande partecipazione alle attività è un segno di unione tra gli studenti.
“Con questo atto politico vogliamo unirci all’ondata di mobilitazioni nazionali e internazionali e vogliamo dare voce anche a tutte quelle scuole che per mancanza di mezzi non hanno possibilita di partecipare alla lotta.”

Come espresso dal colletivo di istituto la durata della occupazione dipenderà dalla partecipazione degli studenti stessi.

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