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100° Festa dell’Uva, intervista al progettista “Ruge”: il Pallò omaggia l’identità rionale ed un suo storico “fuoriclasse”

Tensione, ansia, adrenalina, frenesia, entusiasmo: sensazioni che, avvicinandosi alla domenica clou della 100° Festa dell’Uva, vivono un crescendo esponenziale con il passare dei minuti. Che aria tira lungo via Imprunetana per Pozzolatico, là dove si insinua la sede del rione verde? Lo abbiamo chiesto a Luca Braschi, detto Il Ruge, progettista del Rione Pallò, con una responsabilità che soltanto coraggiosi e appassionati palloiani possono sostenere: rappresentare, in questo decisivo ruolo, il rione più vincente della Festa dell’Uva.

Luca sei il progettista del Pallò, è una novità per te? 
“Proprio così. Vivo il rione fin da ragazzo ed ho sempre partecipato attivamente al cantiere, anche portando la mia esperienza nel reparto audio. Mai prima, però, avevo ricoperto la mansione di progettista: mi sono voluto mettere in gioco e, per l’anno del centenario, ho portato una storia pensata e presentata a tutti i rionali da me, portando anche il mio modo di interpretare la regia. Posso già dire che è stato un percorso bellissimo, nel quale ho incontrato strada facendo un team rappresentato dai ragazzi del Pallò, molto preparati: io ho dovuto tenere il filo della storia e coordinare i vari reparti”.

Cosa porterete in piazza Buondelmonti domenica 27 settembre?
“Il nostro progetto è intitolato “Francesco e L’Uva” ed è un omaggio ad un uomo imprunetino, cresciuto all’interno del rione del Pallò che, con le sue idee e competenze, ha arricchito la nostra Festa. Francesco è una persona realmente esistita, parliamo di Francesco Torrini, storico rionale palloiano, scomparso prematuramente a causa di una malattia (aveva 33 anni): fin da piccolo ha imparato l’utilizzo dei materiali da lavoro tipici del cantiere rionale, passando poi a sviluppare una dimensione creativa che l’ha portato a dipingere, a lavorare la ceramica, a cimentarsi con pittura e danza. Aveva fame di arte e l’ha messa, poi, a disposizione del Pallò, intrecciando la sua vena creativa con la Festa dell’Uva: per questo ha avuto un ruolo decisivo anche nel reinterpretare il carro e la piazza a livello coreografico, diventando una delle figure più importanti nella storia del nostro rione. La malattia, poi, negli ultimi anni di vita, ha accentuato ulteriormente la sua necessità di esprimersi artisticamente. Nell’anno del centenario ci sembrava doveroso ripercorrere la Festa dell’Uva e l’evoluzione palloiana attraverso gli occhi di Francesco, omaggiandolo ancora una volta in piazza Buondelmonti.”

Era un progetto già in cantiere o l’idea è nata per l’occasione del centenario?
“Il ricordo di Francesco, all’interno del nostro rione, tocca corde emotive solide e rappresenta un valore identitario dell’appartenenza al Pallò: per questo era un’idea che veleggiava da anni, che andava affinata ma già esisteva. Ci abbiamo lavorato con passione, studiando i suoi progetti, intervistando chi lo conosceva bene, ricostruendo per filo e per segno la sua storia all’interno del rione.”

Come stai vivendo questo settembre da progettista?
“E’ un’esperienza nuova per me, esaltante: mi confronto con molti giovani e con una generazione diversa che spesso mi porta a dire…”ho una certa età”. E’ stimolante, c’è dibattito, si discute, c’è fermento…e va bene così, fa parte del nostro settembre. Voglio ringraziare i rionali perchè ho avuto supporto e fiducia da tutti i reparti e stiamo veramente remando tutti dalla stessa parte. E’ molto faticoso ma c’è anche tanta gioia.”

Cosa significherebbe per te vincere la 100° Festa dell’Uva?
“Che domanda, sarebbe un orgoglio incredibile, parliamo della sfilata più importante della manifestazione che ci contraddistingue. Ce le stiamo mettendo tutta proprio perchè comprendiamo la storicità del momento: detto ciò, dico viva sempre la Festa dell’Uva, a prescindere dal risultato finale”.

Cosa auguri al tuo rione in vista di domenica?
“Che il rione sia felice di andare in piazza, sarebbe la mia più grande soddisfazione”

Pronostico di classifica?
Non mi piace lanciarmi in pronostici (ride, ndr), anche e soprattutto per scaramanzia. Non dico niente, so che sarà una competizione ad alti livelli e ci tengo a sottolinearlo: siamo arrivati ai 100 anni di Festa dell’Uva e possiamo dire che la nostra manifestazione ha raggiunto una qualità davvero elevata. Per questo, essere il progettista rionale, è un orgoglio personale oltre che una responsabilità collettiva.”

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