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L’improvvisazione teatrale ed i passi colorati di cui lascia traccia: la scuola “PossodopoPosso” di Firenze Sud presenta corsi e novità!

“Non costruiamo scene ma storie”.

Lo slogan è pertinente e capirete il perchè: a riferircelo è Cosimo Mazzini, fondatore assieme alla compagna Sandra Balzimelli, della scuola di improvvisazione teatrale PossodopoPosso. Siamo nella sede dell’associazione, in un’ampia stanza di Via Erbosa (al civico 32c) adiacente al Penny Market, zona Gavinana ed è qui, proprio dove si tengono i corsi di improvvisazione teatrale, che incontriamo Cosimo. La scuola PossodopoPosso è nata nel 2022, in quella fase post pandemica dove l’urgenza di incontro, sperimentazione e riscoperta personale era accentuata dalla cattività forzata dal covid19: una impronta del piede, arricchita da mille colori come in una tela astratta, è il logo della scuola e simboleggia l’orma lasciata ed i passi che l’individuo può muovere quando decide che…si, può. “I colori del possibile“, recita il sottotitolo. Potere è volere ed in questo caso è movimento, andare avanti, provare a migliorarsi colorando la propria vita.

Il teatro è, ovviamente, il veicolo che Cosimo e Sandra propongono, a sè (ormai da tempo) e agli altri: il primo viene da un percorso di improvvisazione lungo 13 anni ed usa anche tale metodo per risolvere eventuali conflitti nelle aziende ed incentivare il team building; Sandra, invece, ha iniziato con il teatro tradizionale su testo e recita da trent’anni, approcciando poi anche lei all’improvvisazione. Unendo le forze i due compagni di vita, e di professione, hanno creato un luogo di incontro dove poter esplorare forme espressive teatrali di creazione sul momento.

Scendendo ancor più nel dettaglio, Cosimo ci spiega che Possodopoposso si contraddistingue da altre scuole di improvvisazione per prediligere lo stile narrativo rispetto al match: in sostanza non si improvvisano piccoli sketch a tempo che si esauriscono in pochi minuti, solitamente cercando la battuta, ma si creano racconti, come se ci fosse un copione…ma inventati sul momento: “E’ un ritmo meno frenetico degli sketch, dove c’è più attenzione all’approfondimento dei personaggi: tecnicamente si chiama “long form”, prendiamo un tema e ci costruiamo uno spettacolo improvvisato basato su un unico argomento iniziale, dove c’è anche una parte di sceneggiatura”. Da qui lo slogan di cui sopra, ovvero non costruiamo scene ma storie.

Assieme a loro, il team di insegnanti si compone anche di un’altra professionista: Lavinia Pini, anche lei fiorentina e proveniente da teatro tradizionale ed improvvisazione. Mentre Cosimo ci racconta la scuola e la sua storia legata alla performance teatrale, ci vengono due domande, che poniamo: “Perchè una persona comune potrebbe voler iniziare un percorso di teatro? Quali benefici può portare all’individuo?”

E qui si apre il primo vaso di Pandora, come potete immaginare. Il teatro, in questo caso l’improvvisazione teatrale, è una delle forme più dirompenti del mettersi in gioco e di indagare se stesso, ha la grande capacità di recuperare e far ricordare alle persone il proprio istinto ad esprimersi, può generare aperture anche inattese ed è una forma di collaborazione con gli altri. Crea fiducia, ascolto, accoglienza: “Ti ritrovi a creare, insieme alle altre persone in scena, qualcosa che fino ad un istante prima non esisteva”, spiega Cosimo. Immaginate di andare sul palco senza niente, di fronte ad un pubblico, quanta paura può innescare? Poi, però, ti accorgi che non sei solo, che puoi portare il tuo contributo ad una storia collettiva e che ci sono tanti elementi e tante persone a cui appoggiarsi”.

Non solo. Cosimo ci parla anche dell’energia positiva che si genera all’interno dei corsi ed il divertimento che poi ne scaturisce: “Capita spesso che inizialmente qualcuno mi dica che non vorrà fare lo spettacolo di fine corso, poi puntualmente si esibiscono e mi dicono che tornerebbero sul palco anche domani“. Ovviamente, per tutto questo che abbiamo riportato, il teatro può essere anche una gran bella terapia incosciente che inizia l’istante dopo aver scavalcato il freno iniziale: “Mi butto? Mi butto!”

I CORSI DI POSSODOPOPOSSO, SI RIPARTE!

Il 1° ottobre ripartono i corsi della scuola: primo, secondo, terzo anno in funzione dell’esperienza personale e del livello. Una volta a settimana per due ore, ritrovo serale post cena alle ore 21:00 in Via Erbosa. Dai 18 anni in su, ci sono allievi che ne hanno anche oltre 70. Per un neofita, ovviamente, si parte dal primo corso, mentre tutti e tre si concluderanno con lo spettacolo finale di maggio al teatro delle Spiagge, alle Piagge di Firenze.

La scuola di Cosimo e Sandra, per la prima volta, propone anche un corso avanzato, con allievi che hanno già tre anni di esperienza alle spalle in corsi di improvvisazione: il corso avanzato funziona a moduli, con quattro lezioni per ciascun modulo a cui si aggiunge un weekend intensivo sempre alla sede di Via Erbosa. A conclusione del percorso si terrà lo spettacolo al teatro Lumiere di Firenze.
“Lo scopo del corso avanzato è quello di, con il tempo, creare una vera e propria compagnia teatrale PossodopoPosso, formando teatranti esperti e futuri insegnanti”.

La scuola di Firenze Sud ha anche un corso per bambini, dagli 8 ai 12 anni, con due insegnanti specializzati che sono Benedetta Niccola e Camilla Mazzini, figlia di Cosimo. Ed un corso per adolescenti, dai 14 ai 18 anni, che PossodopoPosso rilancia in questa stagione 26-27 con due insegnanti giovani a dirigerlo, diplomati all’Accademia Garrone di Bologna: sono Alessio Pellegrini e Teresa e proporranno un filone narrativo di insegnamento legato all’eroe di ogni storia, favola, viaggio.

Per saperne di più sui corsi vi consigliamo di cliccare questo link: LEGGI QUI.

 

COLLABORAZIONI E UNO SPETTACOLO…BREVETTATO

La scuola PossodopoPosso collabora da quattro anni con Teatro Cesena, assieme al quale organizzano uno spettacolo di improvvisazione “long form” mentre una curiosità non da poco è la performance interattiva che viene realizzata con l’associazione Zera di Sesto Fiorentino, format brevettato dalle due realtà che lo hanno inventato. Si chiama “ASCOLTO POETICO” ed è già all’interno dell’estate fiorentina, funziona così: in scena c’è un cubo aperto, una persona del pubblico entra all’interno della forma geometrica ed ha sette minuti per dire qualsiasi cosa voglia; una volta concluso seguono altri sette minuti di restituzione degli attori che, sul palco, sviluppano una scena improvvisata legata agli spunti dello spettatore nel cubo. E così per altre volte, in uno scambio interattivo tra performer e pubblico. Lo spettacolo è già stato portato in scena alla comunità delle Piagge di Don Santoro e al teatro La Fiaba dell’Isolotto. Proprio a “La Fiaba” si terrà l’ultimo spettacolo di “Ascolto poetico” dell’estate fiorentina 2026: appuntamento giovedì 17 settembre, alle 18:15. 

PROSSIMAMENTE…

Dell’ambizione di creare una vera e propria compagnia teatrale ve l’abbiamo già detto, veniamo però a desideri più imminenti: “Stiamo programmando una sorta di “Salotto dell’improvvisazione” con appuntamento mensile qui nelle nostre stanze di via Erbosa, dove sarà possibile mettere insieme cena spettacoli improvvisati che coinvolgano gli allievi ed accogliere cittadini curiosi che abbiano voglia di saperne di più sull’improvvisazione. Una serata libera, una lezione aperta che sia momento di domande, risposte e condivisione. Partirà ad ottobre o al massimo novembre”.

 

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