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Tramvia, i nodi della linea 3.2.1: lavori fermi da due mesi in piazza del Bandino, interrogazione di Casini

Un intervento a cuore aperto, un’operazione fortemente invasiva: questo è la tramvia, per Firenze. 
L’area sud, da un anno a questa parte, sta vivendo costanti disagi legati ad un cantiere che definire impattante è dir poco: criticità sociali, di vivibilità quotidiana, alla viabilità, al tessuto socio-economico dei quartieri sui quali i nuovi binari si abbattono. Solo il tempo ci dirà se il “gioco è valso la candela”, se le sofferenze di oggi saranno ripagate dai benefici di domani, in termini ambientale ed anche in termini strettamente finanziari: a livello di introiti commerciali per i negozi e di valutazione immobiliare. Oggi, però, gli abitanti di Firenze iniziano a sentire la fatica nel dover vivere a stretto contatto con le reti arancioni e con le sue contraddizioni. Intanto ricordiamo che il costo della linea 3.2.1, da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli, 17 fermate, è stimato in circa 448 milioni di euro.

Altre considerazioni emerse nelle ultime settimane: stimati sette mesi di lavori (e sette milioni di euro) per riqualificare il Ponte da Verrazzano da dove passeranno i convogli della tramvia. Ciò collide con i tempi pubblicizzati ad inizio lavori per la fine del cantiere: la tramvia non sarà conclusa entro il 2026 bensì, ultimo annuncio del Comune di Firenze, entrerà in esercizio nell’estate 2027 (con circa sei mesi di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale). Diciamo che la linea 3.2.1 diretta in territorio ripolese sta dando grandi spunti di contestazione ai consiglieri fiorentini di opposizione, agevolati dalla poca trasparenza di certe situazioni. Questione di…centimetri, come nel caso della larghezza delle corsie destinate alle auto su viale Matteotti, misurate in 2.51 metri, sotto il limite imposto di 2,75 metri. Il Comune ha risposto che siamo nei crismi della legalità grazie a deroghe previste e legittime ma sui social rimbalzano spesso immagini di quanto, di fatto, un mezzo leggermente più ampio occupi in maniera esclusiva un’intera carreggiata a due corsie.

Altra questione delicata riguarda i parcheggi: a livello numerico i posti auto rimossi lungo il tracciato della tramvia sono stati compensati dalla realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori, è vero. Tuttavia, segnalano residenti e commercianti, la maggior parte delle postazioni sono concentrate nelle zone dei grandi parcheggi, con un taglio drastico degli stalli in corrispondenza di abitazioni e negozi. Ed ora – tralasciando la pericolosità degli zig zag in strade strettissime tra le reti cantieristiche – veniamo all’ultima questione ancora in sospeso, i lavori fermi in piazza del Bandino, oggetto di un’interrogazione firmata dal consigliere comunali di IV Francesco Casini. 

Piazza del Bandino, di fronte al centro commerciale di Gavinana, è “arruffata” da un bel pò: abbiamo immortalato una serie di situazioni che strizzano l’occhio al teatro dell’assurdo tra signori/e che si perdono fra le delimitazioni del cantiere rimanendone intrappolati, pranzi di street food in mezzo a tubi e reti di ferro, gabbie nelle quali passeggiano i pedoni e momenti di normale quotidianità che si scontrano con l’eccezionalità di un “sottosopra” cantieristico. Ma la domanda concreta è la seguente: perchè i lavori sono fermi da due mesi circa? 

Ed è qui che interviene l’atto del consigliere Casini: “Il Comune chiarisca cosa sta succedendo. Da luglio il cantiere di Piazza del Bandino legato alla linea tranviaria 3.2.1 risulta sostanzialmente fermo. È necessario capire se si tratta di una sospensione prevista dal cronoprogramma oppure se siano emersi problemi o criticità durante le lavorazioni. Residenti e attività economiche continuano a convivere con la cantierizzazione e con i relativi disagi, ma senza vedere un avanzamento concreto dei lavori. Dopo oltre due mesi è quindi giusto che il Comune fornisca informazioni precise sulle ragioni dello stop, sui tempi di ripartenza e sulla conclusione dell’intervento. Da alcune notizie è emersa la necessità di rivedere anche aspetti legati al sistema di raccolta e smaltimento delle acque. Vogliamo sapere se questa esigenza fosse già prevista oppure se siano subentrate problematiche tecniche o progettuali in corso d’opera e, soprattutto, se tutto questo possa determinare ritardi sul cronoprogramma”.

“Abbiamo sempre sostenuto la realizzazione della tramvia e proprio per questo riteniamo indispensabile che i lavori procedano con organizzazione, trasparenza e tempi certi. I cittadini possono comprendere i disagi di un’opera importante, ma devono sapere cosa sta accadendo e per quanto tempo dovranno ancora convivere con il cantiere”.

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