(ANSA) Si intensifica l’ondata di calore a Firenze. Il nuovo bollettino del ministero della Salute conferma il codice rosso per oggi, domani e per mercoledì con temperature massime percepite rispettivamente di 38, 37 e 39 gradi.
Oggi, si spiega dal Comune, il caldo era già intenso dalle prime ore della mattina: alle ore 9.30 la stazione dell’Orto Botanico registrava 33,5 gradi, mentre alla stessa ora si rilevavano 31,8 gradi al Giardino di Boboli e, alle 9.35, 31,6 gradi alla stazione Firenze Università. Le temperature minime della notte sono rimaste elevate, comprese tra 22,5 e 23,4 gradi.
Palazzo Vecchio segnala inoltre l’aumento del rischio di incendi a causa delle temperature elevate, la prolungata assenza di piogge e la vegetazione particolarmente secca. L’assessora comunale alla protezione civile Laura Sparavigna invita quindi i cittadini alla massima attenzione, soprattutto nei parchi, nelle aree verdi e nelle zone collinari: “È fondamentale evitare qualsiasi comportamento che possa innescare un incendio: non accendere fuochi, non abbandonare mozziconi di sigaretta, non utilizzare strumenti che possano produrre scintille vicino alla vegetazione e rispettare rigorosamente i divieti di abbruciamento”.
Per il grande caldo la vendemmia potrebbe arrivare con settimane di anticipo, la produzione di latte è già in diminuzione e anche l’olivicoltura, prevista per i mesi più freddi, rischia di pagare il prezzo di un’estate iniziata sotto il segno delle temperature record”. È il quadro tracciato da Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana sugli effetti che il caldo e gli eventi climatici estremi stanno producendo sull’agroalimentare regionale.
Tra i comparti più esposti c’è quello vitivinicolo. Le alte temperature accelerano la concentrazione degli zuccheri negli acini e questo porta a una maturazione anticipata delle uve”, spiega il vicepresidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana Ritano Baragli.
“Il rischio è di ritrovarsi con una vendemmia più precoce del normale, con quantità inferiori e gradazioni alcoliche più elevate. Anche alcune produzioni destinate agli spumanti stanno registrando anticipi che in alcuni casi sfiorano le due settimane”. L’emergenza riguarda però l’intero sistema agricolo regionale. “La frutta sta maturando a ritmi molto più veloci rispetto agli standard stagionali, mentre le aziende prive di sistemi irrigui adeguati sono quelle che rischiano maggiormente di subire danni produttivi”.
